Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 05 Marzo |
San Giovanni Giuseppe della Croce
home iconChiesa
line break icon

Aprirsi all’altro, un imperativo per il cristiano

© Public Domain

padre Renato Zilio - pubblicato il 04/04/14

I responsabili della Pastorale dei migranti delle grandi città d’Europa si incontrano a Vienna

Da noi, i fiori a un uomo si offrono solo sulla tomba”, mi soffia dietro Paola, mentre vater Martin, parroco cattolico, presenta all’imam Senad Kusur un bel mazzo di rose rosse. È per la sua accoglienza fraterna, sorridente, nella moschea bosniaca Hippgasse del centro città, seguita da un abbraccio che commuove. Gesto che si fa insegnamento, quando parte da due leader religiosi. A Vienna, grande città multiculturale e multireligiosa, si assiste a miracoli come questo. O come quello di veder partire insieme da qui un giovane imam bosniaco e un prete cattolico per incontrare le comunità religiose miste, cristiane e musulmane, di Sarajevo e di Mostar, qualche mese fa. Assiste, stupito, il nostro gruppo, una ventina di responsabili della Pastorale dei migranti nelle grandi città europee, come Milano, Torino, Basilea, Bruxelles, Parigi, Barcelona…

Più tardi, nella cripta della chiesa di S. Canisio, con il vescovo ausiliare Franz Scharl una piccola assemblea locale celebra fraternamente con noi tra lingue e canti differenti. Unico il messaggio: aprirsi all’altro è fondamentale per un cristiano. “L’ospitalità è la strada della verità”, ripeteva Louis Massignon, noto islamologo. Nelle sale accanto una cena tipica è preparata da un gruppo di giovani rifugiati, afgani e iraniani. Si ascolta il loro cammino di catecumenato cristiano, il loro coraggio di vivere, la forza di resistere. “Siamo nati in mezzo al sangue e alla guerra” dice uno di loro, “ma Dio soffre con noi”. Guardandoli, commenta a bassa voce in francese Brigitte: “Ecco delle vite da ricostruire, per davvero! Dovranno imparare un’altra lingua, una fede, un modo di vivere, delle tradizioni differenti, soli, a migliaia di chilometri da casa.” Ma con il cibo si assapora anche il senso della loro vita: un’autentica sfida.

Articolato con questi incontri speciali, il meeting annuale vissuto dal 16 al 19 marzo presenta come titolo: “Le migrazioni e l’incontro delle religioni: una sfida per la pastorale”. Si è rivelato, in fondo, un laboratorio di comunione e di rispetto dell’altro nel suo aspetto più misterioso e originale: la propria credenza religiosa. Nel capire ormai la necessità di vivere i tempi di domani, quelli della fratellanza e del “dialogo profetico” come lo definiva con successo un relatore, “al servizio della vita”.

Ogni mattino degli esperti di teologia o di missiologia, infatti, come Richard Potz, Hubert Weber, Franz Helm… danno delle piste concrete basate sulla Bibbia o la riflessione teologica. Poi, si snoda il racconto di ogni città: come la gente emigrata, nel suo contesto quotidiano, sa farsi presenza, intreccio, indifferenza o incontro di religioni differenti. Esempi concreti, appassionanti, di uomini di oggi, che sanno apprezzare spesso o costruire perfino con l’altro, totalmente differente, – come ci testimonia qui un giovane imam – il suo rapporto con Dio. Scoprendone sempre più il volto di una trascendenza ineffabile. O di una concretezza, che sa farsi gesto di empatia con altre tradizioni religiose. Come la preghiera fatta assieme, musulmani e cristiani, di fronte ai migranti morti in mare, nell’Estrecho de Gibraltar. O l’interreligious walk, marcia comunitaria ai più vari luoghi di culto nei quartieri di Londra, con l’organizzazione Interfaith. Sì, le religioni sono sentieri diversi che salgono in modi differenti la montagna di Dio. “Non importa che vai piano, l’importante è che non ti perdi mai” scandisce un proverbio iraniano in un video della festa dei popoli di Merano. Mentre padre Francisco ricorda con semplicità una verità disarmante: “Todos somos buscadores de Dios”(tutti siamo alla ricerca di Dio).

Così, il prossimo anno, l’appuntamento del gruppo dei responsabili della Pastorale delle migrazioni nelle grandi città d’Europa non si farà, come era previsto, nel contesto grandioso dell’Esposizione universale di Milano. Ma nella diocesi di Cadiz e Ceuta, in Spagna. Ai bordi del Marocco. Perché, in fondo, oggi per davvero – nell’era missionaria di papa Francesco – Dios espera en la frontera. Sì, Dio ci attende alla frontiera. In tutti i sensi.

Tags:
europapastorale dei migranti
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in sette lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
1
don Marcello Stanzione
L’ostia “vola” sospesa in aria: il miracolo eucaristi...
2
FUMETTI MATRIMONIO DIO
Catholic Link
5 immagini su cosa accade in un matrimonio che ha Dio al centro
3
Gelsomino Del Guercio
Prete morto per Covid: lo aveva “profetizzato” in una...
4
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una causa impossibile
5
Lucandrea Massaro
Benedetto XVI conferma la fedeltà a Francesco «Non ci sono due Pa...
6
PUSTYNIA
Felipe Aquino
Attenzione alle penitenze assurde in Quaresima
7
POPE AUDIENCE
Gelsomino Del Guercio
Il Papa: il diluvio è il risultato dell’ira di Dio, può arrivarne...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni