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Una “Casa dello spirito e delle arti”

La “Casa dello spirito e delle arti”

© Fondazione “Casa dello spirito e delle arti”

Aleteia - pubblicato il 02/04/14

Uno spazio per ritrovarsi e coltivare la fede

L'idea di sostenere cause sociali a favore delle persone svantaggiate, attraverso le arti e la cultura, è sempre stata alla base dell'attività di Arnoldo Mosca Mondadori e Marisa Baldoni che insieme hanno deciso di dare vita alla “Casa dello spirito e delle arti”.

Oggi questo progetto è portato avanti da Emanuele Vai insieme ad altri, con l'intento di riconsegnare dignità e rispetto alle persone con disagio sociale.

Vari progetti della fondazione sono stati realizzati con la partecipazione di alcuni tra i massimi artisti italiani, come Ennio Morricone, Mimmo Paladino, Lucio Dalla, Carlo Rambaldi, Alda Merini, e personalità del mondo della cultura.

Diverse le attività della Fondazione: dal 2013 dirige e coordina il Laboratorio di Liuteria del Carcere di Massima Sicurezza di Opera, dove quattro detenuti, da quattro anni, seguono un percorso di formazione in collaborazione con i maestri liutai della Scuola Internazionale di Cremona.

Nel 2012 ha invece promosso la “Sinfonia Eucaristica”, un oratorio formato da canti liturgici delle dodici Chiese cristiane di Gerusalemme, intervallati da momenti musicali appropriati per solisti, coro e orchestra d’archi, composti appositamente da fra Armando Pierucci, organista titolare del Santo Sepolcro e fondatore dell’Istituto Magnificat di Gerusalemme (la scuola di musica della Custodia di Terra Santa).

Tuttavia, il fiore all'occhiello della Casa dello spirito e delle arti e dell'attività di Emanuele è l'Orchestra dei Popoli Vittorio Baldoni che propone un nuovo modello di inclusione sociale attraverso la musica per ragazzi sfortunati o provenienti dalla strada. Oggi l'orchestra ha un organico di 60 elementi, composto da bambini e ragazzi di diverse nazionalità e dagli studenti del conservatorio di Milano.

Emanuele Vai ha creduto da subito in questo progetto che privilegia la musica come strumento di riscoperta della meditazione, della vita, dell'umanità, della fede. La musica come lingua che attraversa confini, barriere e pregiudizi, come punto di incontro fra i bambini e i ragazzi di qualsiasi etnia o stato sociale.


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