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La storia di Papa Giovanni raccontata da chi gli è stato vicino

Papa Juan XXIII – it

© DR

Àncora Editrice - pubblicato il 02/04/14

Nel suo ultimo volume Renzo Allegri ci restituisce una testimonianza vivida del Papa buono

«Papa Giovanni trasmetteva pace perché aveva un animo profondamente pacificato: lui si era lasciato pacificare dallo Spirito Santo»

Papa Francesco

Papa Giovanni XXII, al secolo Angelo Roncalli, nato il 25 novembre 1881 a Sotto il Monte, piccolo paese della bergamasca, e morto il 3 giugno del 1963, fa ora parte dell’albo dei santi della Chiesa Cattolica. Così ha voluto Papa Francesco, che ha firmato il decreto per la canonizzazione, che avverrà il 27 aprile 2014 insieme a quella di Giovanni Paolo II.

Quando il 12 ottobre il patriarca Angelo Roncalli lasciò Venezia per recarsi a Roma per i funerali di Pio XII e il successivo conclave, molti già lo inserivano tra i “papabili”, nonostante l’età (all’epoca aveva settantasette anni). Al contrario, nella sua profonda umiltà, lui stesso considerava assurda tale eventualità. Il suo fedele cameriere privato, Guido Gusso, racconta: «Ritengo che mai, assolutamente mai, neppure per un attimo, il cardinale Roncalli abbia pensato alla possibilità di essere eletto Papa. Si era molto affezionato a Venezia e ai veneziani. Pensava di chiudere i suoi giorni in quella città». Mentre le indiscrezioni riferivano che i porporati, nelle Congregazioni Generali, erano divisi tra le correnti dei tradizionalisti e dei progressisti, ognuna delle quali con i propri candidati, si fece largo una terza ipotesi: un Papa di transizione che traghettasse la Chiesa da Pio XII ad un nuovo pontefice in grado di ereditarne la forza. Le voci di una convergenza sul patriarca di Venezia si fecero sempre più insistenti. E infatti, all’undicesima votazione, la sera del 28 ottobre 1958, risultò eletto Angelo Roncalli, che assunse il nome di Giovanni XXIII.

I giorni seguenti, il commento unanime dei giornali fu «E’ un Papa di transizione», giustificando l’affermazione con il fatto che Roncalli fosse anziano, e quindi, in quanto tale, presumibilmente amante della tranquillità e del “lasciare le cose come stanno”. Ma contrariamente alle aspettative, che non si trattasse di un Papa “di transizione” nel senso che tutti davano al termine, fu chiaro fin da subito: Giovanni XXIII portò immediatamente grandi cambiamenti in Vaticano, sconvolgendo consuetudini secolari, regole e regolamenti come mai nessuno prima di lui aveva fatto. “Era un ciclone innovativo, colpiva a sorpresa e in modo così irruento da lasciare letteralmente senza fiato e senza parole i paladini dell’ordine, i cultori delle tradizioni”. Era l’inizio di un momento decisivo per la storia della Chiesa: Roncalli portò un vento rivoluzionario che ancora oggi spira forte. Furono gli anni segnati dalla grande svolta del Concilio Vaticano II: mons. Capovilla afferma che Giovanni XXIII gliene parlò la prima volta il 30 ottobre 1958, cioè solamente due giorni dopo la sua elezione. E il primo riscontro scritto lo si trova nel diario del Papa in data 2 novembre 1958. Le preoccupazioni e i dubbi che incontrava nei suoi interlocutori non servirono a distoglierlo dal suo progetto, che si concretizzò finalmente l’undici ottobre 1962 con l’apertura ufficiale del Concilio. Per la “grande storia” fu “il Papa del Concilio”, il “Papa del grande cambiamento”. Personaggio quindi di grande importanza, di grande valore, che con la sua personalità, la sua azione, il suo pensiero, i suoi documenti, i suoi interventi in ambito sociale e politico ha lasciato un’impronta profonda nella comunità cristiana e in quella laica.

Per la gente comune però egli fu semplicemente il “Papa buono”, il “Papa santo”, per la sua santità “quotidiana”, semplice, fatta di una bontà grande, costante, luminosa, generosa. Giovanni Paolo II lo definì “il Papa dalle braccia sempre allargate per abbracciare il mondo”: e fu proprio lui ad accelerarne la beatificazione, avvenuta il 3 settembre del 2000. Si pensava a quel punto che la canonizzazione di Giovanni XXIII arrivasse presto. Molti dicevano nel 2008, cinquantesimo anniversario della elezione a Pontefice. Pur in assenza di ostacoli procedurali concreti, da quel momento la causa però si fermò. Fino all’intervento deciso di Papa Francesco: il Papa «arrivato dalla fine del mondo» porta oggi finalmente a compimento il percorso della canonizzazione. In Argentina, Bergoglio teneva Roncalli come proprio modello di spiritualità da imitare, e fin dal suo apparire al balcone di San Pietro, subito dopo la sua elezione, molti hanno avuto l’impressione di rivedere in lui Giovanni XXIII. I gesti, le parole, il sorriso, la cordialità, la simpatia erano quelli del «Papa buono», e questo speciale carisma di immediatezza e straordinaria capacità di conquistare la gente è stato subito evidenziato sia dai media internazionali sia da chi ha conosciuto molto da vicino Papa Giovanni, come il suo storico segretario personale Loris Capovilla, nominato cardinale proprio da Bergoglio: «Francesco mi ricorda il “mio” Papa Giovanni». Richiamandosi al celebre «discorso della luna» di Giovanni XXIII, la sera dell’inaugurazione del Concilio Vaticano II, un giornale italiano ha intitolato: «La carezza di Francesco». Due giornali spagnoli hanno usato lo stesso titolo per presentare il nuovo pontefice: «Francisco, el nuevo Juan XXIII»; «Francisco, otro Juan XXIII».

In occasione della canonizzazione, Àncora Editrice pubblica “La storia di Papa Giovanni“, di Renzo Allegri. Non si tratta di una tradizionale biografia di Giovanni XXIII, e nemmeno di un saggio sulla sua santità: biografie e saggi su Papa Roncalli ce ne sono molti e autorevolissimi, a cominciare dai ricordi del suo fedelissimo segretario Loris Capovilla, alle memorie di collaboratori vari e alla monumentale biografia critica di Marco Roncalli, pronipote di Giovanni XXIII. È invece un libro composto da testimonianze, racconti e fatti raccolti da Renzo Allegri nel corso di mezzo secolo di giornalismo. Il suo primo articolo sull’argomento risale al 1967. Fu Enzo Biagi, allora direttore generale dei periodici Rizzoli, a chiedergli una serie di articoli su Papa Giovanni, suggerendogli anche la chiave: “racconti diretti di persone che sono state testimoni oculari”. Nulla di costruito a tavolino quindi, su documenti già pubblicati o ricordi tramandati.

Un lungo viaggio che ripercorre la vita del Papa buono: da Sotto il Monte, il paese natale, passando per la Bulgaria, la Turchia e la Grecia, paesi dove Roncalli aveva vissuto, Allegri ricostruisce la storia di Giovanni XXIII utilizzando testimonianze esclusive – dallo storico segretario mons. Loris Capovilla a Guido Gusso, suo cameriere fin dai tempi di Venezia – lettere private e documenti poco noti al pubblico. Ne esce un ritratto “intimo”, familiare, quotidiano, che offre la chiave di lettura dell’operato di un Pontefice capace di cambiare per sempre il significato e il ruolo del papato romano. E non si va lontani dal vero se si afferma che la «rivoluzione» di Papa Francesco affonda le sue radici nella «primavera» di Papa Giovanni.

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RENZO ALLEGRI, giornalista, scrittore e critico musicale, è stato per ventiquattro anni inviato speciale e critico musicale di «Gente» e poi caporedattore per la cultura e lo spettacolo dei settimanali «Noi» e «Chi». Autore di più di 40 libri, dedicati a ricerche sulla musica classica, la religione e la parapsicologia, ha pubblicato con Àncora: Il sangue di Dio. Storia dei miracoli eucaristici (2005), Madre Teresa mi ha detto (2010) e Le due «madri» di papa Wojtyla. Emilia Kaczorowska e Gianna Beretta Molla (2012).

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