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Vanità o cura dell’aspetto?

© Africa Studio/SHUTTERSTOCK
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Il desiderio futile di distinguersi dagli altri e di farsi notare contrasta con la virtù della modestia e dell’umiltà

Quesito

Gentile Padre Angelo

Le pongo un interrogativo sulla moralità della vita cristiana. Mi chiedevo che significato ha il termine "vanità". Perchè molto spesso nelle varie situazioni quotidiane non riesco a delimitare il campo di applicazione di questo vizio o comunque non ho mai capito realmente dove comincia il peccato. Per farLe un esempio comune: vorrei cercare di rimanere sempre magra perchè mi piaccio di più. Oppure, preferisco vestire bene (sempre e comunque in modo decoroso) e apparire in buono stato. Mi piace girare e osservare vetrine….o curare i capelli (colorati dalle meches). Ecco. Non so se sono scrupoli o vizi…mi aiuti Lei. Perchè in realtà non ho mai capito bene….
La ringrazio di tutto per la sua generosa assistenza.
Alessandra


Risposta del sacerdote

Cara Alessandra,

1. la vanità può essere intesa in due modi diversi. Innanzitutto indica il carattere effimero di tutto ciò che esiste: tutto passa, tutto finisce. È un tema classico nella letteratura spirituale e un passaggio obbligato per ogni passo in avanti sulla via della sapienza. A questo proposito sono sempre attuali le riflessioni del libro di Qoèlet, vero gioiello della letteratura di tutti i tempi: “Vanità delle vanità, tutto è vanità. Quale utilità ricava l'uomo da tutto il suo affanno? Una generazione va, una generazione viene, ma la terra resta sempre la stessa… Ciò che è stato sarà, ciò che è stato fatto si rifarà. Non c'è niente di nuovo sotto il sole” (Qo 1,2-4 e 9).

2. Per vanità s’intende ancora il desiderio futile di distinguersi dagli altri e di farsi notare. Questo vizio contrasta con la virtù della modestia e dell'umiltà. Si può sorriderne e giudicarlo poco importante. Ma i maestri spirituali si mostrano piuttosto severi nei confronti della vanità. San Vincenzo de Paoli diceva ai sacerdoti: “È questo quello che voi cercate? Salite in cattedra non già per predicare Dio, ma per parlare di voi stessi e per servirvi (cosa gravissima!) di una cosa così santa come la parola di Dio per alimentare e accrescere la vostra vanità!”.

3. Quello che mi dici è ancora nei limiti del legittimo. È giusto avere cura del proprio corpo, soprattutto se si tratta di stare in mezzo agli altri in maniera decorosa e piacevole. Si comincia a deviare quando le realtà da te menzionate sono volute fine a se stesse, come se fossero l'obiettivo ultimo della nostra vita oppure quando ad esse si dedica una cura eccessiva, consumando tempo che potrebbe essere impiegato più fruttuosamente.

Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico.
Padre Angelo

qui l'articolo originale

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