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Le cyberorme di Santa Teresa di Gesù

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Un grande itinerario virtuale nei luoghi della “monaca vagabonda”

A un anno dal V centenario della nascita di Santa Teresa di Gesù (1515-2015), la traccia lasciata dalla monaca vagabonda nelle città spagnole salta dall'orografia alla rete.

A 47 anni – alle porte della vecchiaia per i canoni del XVI secolo –, Teresa de Cepeda (1515-1582) intraprese una grande opera riformatrice dell'Ordine carmelitano, al quale voleva restituire la purezza dei precetti originari e che condensò in 17 conventi di monache in quattro comunità autonome.

Il "grande itinerario" virtuale (www.huellasdeteresa.com), elaborato nella scorsa edizione di Fitur su istanza del Ministro dell'Interno, Jorge Fernández, è stato presentato ad Avila dal vescovo della diocesi, Jesús García Burillo, dal segretario generale della Fondazione del V Centenario della Nascita di Santa Teresa, Antonio González, e dall'assessore al turismo del Comune di Avila, Héctor Palencia.

Il segretario generale ha espresso la propria gioia per l'avvio di questo progetto che riunisce 17 città di 15 province e 4 comunità autonome, visto che a suo avviso servirà per riconoscere l'eredità di Santa Teresa e il patrimonio culturale e artistico di ogni luogo.

Avila (1562); Medina del Campo (1567) -Valladolid-; Malagón (1568) -Ciudad Real-; Toledo (1568); Valladolid (1568); Pastrana (1569) -Guadalajara-; Salamanca (1570); Alba de Tormes (1571) -Salamanca-; Segovia (1574); Beas de Segura (1575) -Jaén-; Siviglia (1575); Caravaca de la Cruz (1576) -Murcia-; Villanueva de la Jara (1580) -Cuenca-; Palencia (1580); Soria (1581); Granada (1582) e Burgos (1582) formano l'itinerario del pellegrinaggio.

La promozione turistica, culturale, gastronomica e ricreativa è l'obiettivo della pagina web, in spagnolo e inglese e il cui logotipo è l'impronta del sandalo di Teresa de Cepeda, metafora di questo percorso geografico e spirituale.

In modo analogo al Cammino di Santiago, si metterà in circolazione una credenziale che il visitatore potrà bollare in ciascuno dei luoghi e che, presentata all'Ufficio del Pellegrino di Avila, darà diritto a ricevere un diploma commemorativo.

In base alle norme, il pellegrino dovrà aver visitato almeno quattro città di due comunità autonome.

I 17 luoghi saranno dotati di una segnaletica che li indicherà come parte di questo Itinerario Culturale Nazionale.

All'interno di ogni città verranno installate placche di bronzo a terra per facilitare i pellegrini nella sequela delle orme che la mistica di Avila ha lasciato in ciascuna di esse.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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