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“Che dice la Chiesa?”. Lo ascolteremo alla radio

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Emanuele D'Onofrio - Aleteia - pubblicato il 31/03/14

Porterete in radio le esperienze di cui vi occupate ogni giorno?

Don Fabio: Sai che c’è? Non si può essere uomini senza occuparsi di sessualità. Questa questione è al centro della vita umana di chiunque, anche dei consacrati. Il dramma del nostro tempo, a mio parere, è che se ne parla moltissimo, ma nella maniera più sbagliata. I nostri ragazzi crescono, senza sapere quasi nulla della propria sessualità, e così tutto viene terribilmente banalizzato. A questo punto erano molto meglio i vecchi moralisti, che almeno ti davano il senso del mistero, piuttosto che questa banalizzazione alla quale stiamo assistendo. Capiamoci: la vecchia educazione era sbagliata perché si basava molto sul senso di colpa. Giovanni Paolo II è stato il primo che ha rovesciato il paradigma e senza cambiare niente della dottrina ha cominciato a parlare del tema sessuale partendo dall’uomo, mostrandolo come aspirazione, come dono, come crescita, come cammino. Io ero in seminario a quel tempo, leggevo le sue catechesi e mi esaltavo. Tuttavia, anche se non è affatto il mio ideale, devo dire che in confronto allo sfacelo di oggi era meglio il senso di colpa dei vecchi moralisti, che almeno lasciava spazio a una crescita.

Suor Sabina: Io ci rifletto molto su questo annuncio, perché colgo un tale bisogno di significato, anche nei più giovani! Sono reduce da una missione popolare in Sicilia, sono rientrata proprio ieri sera. Nelle scuole superiori, che visitavamo ogni mattina, la domanda sulla sessualità è uscita più volte, magari con un po’ di pudore, di timidezza. Vedo quanto fa bene per loro che se ne possa parlare. Spesso, visto che sono consacrata, mi chiedevano: “come fai a rinunciarci”. In realtà mi ha fatto bene lo stupore che ho visto in questi ragazzi, di domanda, di senso, spalancavano gli occhi di fronte ad un discorso sulla sessualità sereno, felice, legato a un significato.

Quali saranno le problematiche più presenti?

Suor Sabina: Il discorso della sessualità si allargherà al campo della relazione. Com’è possibile costruire delle relazioni sensate, come si può vivere l’amicizia? Ho in mente una bambina di 13 anni che mi guardava e mi diceva: “l’amore non esiste”. Ti rendi conto che c’è tutto un vissuto personale esistenziale che dalla sessualità può essere anche molto ferito, e quindi che va raccolto, recuperato, a cui va data speranza. E poi ci saranno altri temi, magari arriveranno dall’attualità. Mi viene in mente il tema dell’omosessualità, che crea anche domanda e produce un vissuto che a volte è molto delicato, fatto di chiaroscuro, a cui tante volte i giovani non sanno dare un nome, di fronte al quale restano disorientati, anche se poi sposano delle bandiere che danno sicurezza.

Anche gli adulti vivono le stesse difficoltà?

Don Fabio: Ti ricordi un film dal titolo La verità, vi prego, sull’amore? Io credo che un grosso problema del nostro tempo sia che nessuno dice più la verità sull’amore. Ci hanno convinto che l’amore consista nelle farfalle nello stomaco, nei sogni, nelle aspirazioni romantiche… l’amore è tutta un’altra cosa. Io credo che il grosso problema stia qui: la gente non nutre più una grande passione per il sacrifico. E bada che questo va a toccare non solo i rapporti di coppia ma tutto, perché se uno non accetta più il sacrificio questo vale per tutti gli aspetti della vita. E d’altra parte l’unica cosa per cui valga la pena sacrificarsi è l’amore. Se non sai più cos’è l’amore ti cade ogni motivazione della vita: tanto più, nella vita di famiglia.

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chiesa cattolica
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