Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Studenti spagnoli contro aborto. “Non è coraggio ma certezza di un bene più grande”

LUIS ACOSTA / AFP
Condividi

Un gruppo di universitari a Madrid ha distribuito un volantino sull'aborto e i diritti del bambino. Tra scontri e incontri "la certezza di un amore che è lo stesso per tutti gli uomini"

«Es bueno que tú existas». È quello che recita il titolo di un volantino che questa settimana è stato distribuito da alcuni universitari cattolici di Madrid tra i corridoi delle loro Facoltà. ​Un gesto che ha suscitato non poco scalpore e reazioni violente tra gli studenti della Complutense, perché porta l’attenzione su un tema che sta scaldando gli animi della popolazione spagnola, e non solo: l’aborto e i diritti del bambino. In Spagna, infatti, il dialogo si è acceso quando, a dicembre del 2013, è stato proposto un progetto di legge che vuole restringere i casi in cui l’aborto non venga riconosciuto come reato.

Di seguito le parole di Rocío, studentessa della Complutense, rilasciate a Tracce.it il 21 marzo: «Noi con questo volantino vogliamo sottolineare qual’è il vero punto della questione: una donna che subisce violenza non risolve il suo dramma abortendo, quello che desidera è amare ed essere amata, bisogna tornare al valore della persona» 

Violenza ideologica
«Quando è uscito il volantino che dava un giudizio chiaro sulla situazione, abbiamo deciso di distribuirlo nella nostra Facoltà». Ma già mercoledì, volantinando tra i corridoi di Scienze Politiche, sono stati aggrediti da un gruppo di femministe e da ragazzi politicamente schierati. «Sapevamo che saremmo finiti nella fossa dei leoni», racconta, «Appena abbiamo cominciato a dare i volantini ci hanno attaccati a parole e fisicamente. Da noi questo argomento è un tabu, sono quasi tutti favorevoli all’aborto e non c’è nessuno che porta una visione come la nostra». Ma non è la prima volta che distribuiamo volantini di giudizio in Università, ed è sempre nato qualcosa di bello da questi gesti. Il male e la violenza ci sono, e mi fanno paura, ma, guardando la mia esperienza, in queste occasioni sono sempre nati, nel dialogo, dei rapporti che sono un bene. E alla fine è questo ciò che rimane».

Quindi, nonostante tutto, giovedì hanno ripetuto il gesto alla facoltà di Scienze dell’informazione, dove si è verificata la stessa scena di violenza. «Mi sono chiesta più volte se era veramente utile quello che stavamo facendo, visto che nessuno aveva intenzione di ascoltarci: chi ci attacca parte da una posizione ideologica, non vuole sapere nemmeno quello che abbiamo da dirgli», riprende a raccontare Rocìo. Ma anche questa volta sono stati sorpresi: «Alcune ragazze, che hanno un giornalino, si sono avvicinate e ci hanno chiesto cosa avevamo da dire, con altri abbiamo iniziato un dialogo, anche se sostenevano una idea diversa dalla nostra».

Dialogo e incontro
Come anche alcuni ragazzi comunisti dell’associazione "Tempi moderni", che Rocío aveva conosciuto in Università: «Con loro è nato un bellissimo rapporto, ci aiutiamo, e uno di loro leggendo il volantino ha detto: "che invidia, magari potessi dire io una cosa così”. E continua «Noi non volevamo imporre la nostra idea, ma far riflettere sul problema, perché a volte sembra che abortire sia come andare dal parrucchiere».

Il cuore dell’uomo è uguale per tutti
E conclude: «Io avevo paura, la violenza mi irrigidisce, ma poi ho pensato che se la paura e il male ci bloccano allora vuol dire che vincono». Invece no, e questo gli altri lo vedono: «Il mio non è coraggio, ma la certezza del bene, che è lo stesso per tutti gli uomini». La violenza è quella che fa più rumore ma «vedendo le femministe ho provato un moto di tenerezza perché desidero questo anche per loro. Mi veniva da pensare: "io sono più libera di voi, perché non leggete nemmeno un volantino che porta un’idea diversa dalla vostra. Non è vero che io non sono libera perchè mi costringete ad andarmene". Ed un’ultima scoperta: "Il cuore dell’uomo è uguale per tutti, di questo sono certa. E i nostri amici comunisti ne sono la prova evidente"».

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.