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Obama incontra il papa in un momento di relazioni “tese” con la Chiesa

Obama Meets with Pope at Time of Tense Relations with Church AP Photo Gabriel Bouys – it

AP Photo/Gabriel Bouys

Catholic News Agency - pubblicato il 28/03/14

L'agenda papale “è il Vangelo e la sua autorità è morale e spirituale in natura”

L'incontro del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama con papa Francesco il 27 marzo giunge in un momento di tensioni tra la sua Amministrazione e la Chiesa sul tema della libertà religiosa, hanno affermato molti leader cattolici.

“C'è stata molta acrimonia su questioni collegate alla libertà religiosa. È qualcosa di nuovo e piuttosto serio, perché intacca la capacità della Chiesa di portare avanti la sua missione”, ha detto il 26 marzo alla CNA V. Bradley Lewis, docente di Filosofia presso la Catholic University of America.

I rapporti tra il Governo statunitense e la Chiesa cattolica, ha affermato, sono “piuttosto spinosi. Non ricordo che siano mai stati così”.

Molte diocesi, organizzazioni caritative, università, sistemi di assistenza sanitaria cattolici e perfino le Piccole Sorelle dei Poveri hanno intrapreso azioni legali contro il mandato dell'Amministrazione Obama che richiede che la maggior parte dei dipendenti copra o contribuisca all'accesso a procedure e farmaci che violano l'insegnamento cattolico: sterilizzazione e contraccezione, inclusi alcuni medicinali abortivi.

Lewis ha affermato che il mandato sulla contraccezione è stato “una fonte di grandi tensioni” e “non è un caso isolato”.

L'Amministrazione Obama ha rivisto le norme sull'obiezione di coscienza nel diritto sanitario federale e ha dibattuto contro la difesa delle decisioni di assunzione di gruppi religiosi di fronte alla Corte Suprema statunitense – un'argomentazione respinta all'unanimità dai giudici.

L'Amministrazione ha anche posto fine a un contratto con i vescovi statunitensi per aiutare le vittime del traffico di esseri umani. I suoi alleati si oppongono alla sovvenzione perché il programma non favorirebbe l'accesso all'aborto e alla contraccezione.

Lewis ha commentato che papa Francesco è in una “posizione molto forte” per parlare al Presidente dell'importanza della libertà religiosa, “in un modo che non può essere percepito come motivato da considerazioni politiche”. “Spero che il Presidente ascolterà”, ha commentato.

Chad Pecknold, docente di Religione alla Catholic University of America, ha concordato con Lewis sul fatto che il rapporto dell'Amministrazione Obama con la Chiesa cattolica sia stato “teso”.

“Alcuni vescovi hanno descritto l'Amministrazione come ostile alla Chiesa cattolica e coercitiva nei confronti della coscienza”.

Pecknold ha attribuito questo attrito in larga misura all'agenda governativa più che a “qualsiasi ostilità della Chiesa nei confronti del Governo legittimamente eletto”. A suo avviso, papa Francesco è consapevole di queste tensioni, e “quasi certamente cercherà di portare avanti la lotta per la libertà religiosa e di difendere i deboli e i concepiti contro l'esercizio ingiusto della libera scelta”.

È stato inusuale per i presidenti degli Stati Uniti fare visita al papa fino a dopo il Concilio Vaticano II, ha ricordato, ma dall'epoca della presidenza di John F. Kennedy ogni presidente degli Stati Uniti ha incontrato il papa.

“Questo incontro particolare tra il presidente Obama e papa Francesco è significativo perché è il loro primo meeting e per le simmetrie percepite tra loro sulle questioni di giustizia economica”, ha osservato Pecknold.

Ad ogni modo, incontri di questi tipo sono “spesso simbolici”, e non si sa se possano portare a discussioni sostanziali.

Per Lewis, il papa è un “leader mondiale unico” che “non ha un'agenda o un interesse politico o geopolitico particolare”.

“La sua agenda è il Vangelo e la sua autorità è morale e spirituale in natura”, ha aggiunto, suggerendo che altri leader mondiali valorizzano le discussioni con il papa perché “non ha altre motivazioni” e perché molti dei loro cittadini lo ritengono un leader spirituale.

Maryann Cusimano Love, dell'Istituto per la Ricerca Politica e gli Studi Cattolici della Catholic University of America, ha affermato che la Chiesa e il Governo degli Stati Uniti condividono “una comune preoccupazione per molti settori” in fatto di politica estera che possono essere oggetto di discussione tra papa Francesco e Obama.

Ad esempio, ha sottolineato la loro preoccupazione condivisa per la pace e l'azione contro la povertà, e ha suggerito che potrebbero discutere di armamenti nucleari, dato che Obama è in Europa per il Summit sulla Sicurezza Nucleare.

“Per la prima volta, un presidente degli Stati Uniti ha concordato con l'appello della Chiesa cattolica per un mondo libero dalle armi nucleari”, ha detto la Love, aggiungendo che gli Stati Uniti e la Santa Sede possono trovare un terreno comune nell'opposizione alla fame nel mondo e al traffico di esseri umani. Un altro punto di discussione sono le questioni relative all'immigrazione.

Ad ogni modo, ha indicato che il Governo statunitense sta armando e finanziando le disponibilità militari di Governi come quelli di Israele, Egitto, Pakistan e Afghanistan e dei ribelli in Siria, mentre la Chiesa ha sottolineato la necessità di ridurre il commercio di armi convenzionali che possono inasprire i conflitti.

“I vescovi in Africa e in America Latina vi diranno che i loro Paesi sono pieni di fucili 'Made in the USA'”, ha detto la Love, per la quale sia la Santa Sede che il Governo degli Stati Uniti “lavorano per la pace in Medio Oriente”, anche se la Santa Sede sostiene una maggiore protezione per i palestinesi, inclusi quelli di religione cristiana.

Monsignor Anthony Figueiredo, direttore dell'Institute for Continuing Theological Education del Collegio Nordamericano, ha detto alla Radio Vaticana il 26 marzo che la Chiesa “cerca punti in comune”, e che la Santa Sede “è molto preoccupata per alcune questioni, ad esempio la libertà religiosa”.

La Chiesa è “preoccupata di questioni etiche come la distruzione della famiglia da parte di leggi che propongono il matrimonio omosessuale o la 'libertà' in molti modi”.

“Crediamo in qualcos'altro: crediamo che ci sia una legge inscritta nel nostro cuore da Dio, e nessuno ha il diritto di cambiarla. Quando si vive quella legge, infatti, si trovano la vera libertà e la vera gioia”.

“È questo che vuole la Chiesa, e sicuramente è questo che vuole il papa”.

A seguito dell'incontro di Obama con papa Francesco, e poi con i funzionari della Segreteria di Stato, la Sala Stampa vaticana ha affermato che c'è stato “uno scambio di vedute su alcuni temi attinenti all’attualità internazionale, auspicando per le aree di conflitto il rispetto del diritto umanitario e del diritto internazionale e una soluzione negoziale tra le parti coinvolte”.

“Nel contesto delle relazioni bilaterali e della collaborazione tra la Chiesa e lo Stato ci si è soffermati su questioni di speciale rilevanza per la Chiesa nel Paese, come l’esercizio dei diritti alla libertà religiosa, alla vita e all’obiezione di coscienza nonché il tema della riforma migratoria. Infine, è stato espresso il comune impegno nello sradicamento della tratta degli esseri umani nel mondo”.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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