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I giovani chiedono coerenza

DG EMPL / Flickr / CC
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Formare le coscienze non è impresa di poco conto. Lo sanno molto 
bene gli educatori e i genitori

La crisi delle ideologie ha messo in difficoltà non solo il sistema
 di valori pre-esistente ma anche il modo di educare. Sino al 
Sessantotto vi erano pochi dubbi relativi all'importante ruolo delle
istituzioni che dettavano di fatto i comportamenti. Ma l'adesione a
 tali dettami, spesso solo formale, si è incrinata anche per l'ipocrisia 
di chi parlava in un modo e viveva in un altro. Per primi i giovani
 hanno cominciato a smantellare le costruzioni imposte. Una fra tutte,
 il servizio militare. Molti diciotto-ventenni, infatti, hanno avuto il 
coraggio di opporsi proprio per non tradire la coscienza e hanno
 affrontato il difficile cammino del riconoscimento del servizio civile.

Tutte le discipline umanistiche del sapere sono coinvolte nella 
riflessione sulla formazione ai valori, alla distinzione del bene e del
 male, alla nascita della coscienza fin dall'infanzia. Noi abbiamo 
interpellato soprattutto psicologi, pedagogisti, sociologi, teologi,
 filosofi. Dalle loro argomentazioni possiamo desumere che sentirsi
 soggetto delle proprie azioni, anche di quelle riprovevoli, richiede 
autostima e fiducia verso l'adulto accompagnatore.

Per lungo tempo, formare le coscienze era considerato compito 
proprio ed essenziale della famiglia, innanzitutto, poi della scuola e
 della società.

Ma se esse non sono portatrici di valori sostenibili, formare le 
coscienze non rischia di essere una violazione delle stesse? Un 
dibattito rimasto insoluto e spesso dimenticato.

Noi lo abbiamo collocato al centro dell'attenzione per ipotizzare un 
cammino – o meglio un processo – che tenga conto dell'importanza della 
coscienza nella vita civile, sociale, politica, religiosa. Tutto ciò 
che mette in relazione all'altro richiede un atteggiamento rispettoso 
del suo valore personale, del suo credo, della sua concezione della
 vita. Tuttavia, tale atteggiamento si basa sulla convinzione che le 
regole della convivenza vanno rispettate coscienziosamente per non 
ledere i diritti degli altri, ma nemmeno i propri. Le giovani
 generazioni chiedono agli adulti che siano coerenti, denuncino le 
ingiustizie, non ricorrano a compromessi ingiustificati, governino 
senza menzogne. Non possiamo deluderle.

La Direzione (www.famigliaoggi.it)

(editoriale di "Famiglia Oggi" n° 6-7 /2002)

qui l'articolo originale

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