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Albert Schweitzer, il “guaritore” bianco

© Public Domain
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Medico, missionario, musicista, Premio Nobel per la pace, cent'anni fa partiva per l'Africa dominato da una idea: il rispetto per la vita

Un valore che si porta dentro durante tutti i lunghi anni di studi filosofici e teologici, accompagnati da una grande passione per la musica classica e in particolare per Bach, arrivando a realizzare dei dischi e a scrivere un'edizione critica delle opere organistiche del compositore tedesco. La medicina arriva dopo, come una vocazione nella vocazione.

Parte per l'Africa nel 1913, destinazione: Gabon. E in particolare la cittadina di Lambaréné, dove con la moglie Hélène, infermiera, apre un ambulatorio in un ex pollaio, che diventerà un po' alla volta un grande ospedale, che arrivò a poter ospitare più di 150 malati con le loro famiglie. Poi, con i proventi del Nobel costruì anche il "Villaggio della luce" per i lebbrosi.

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