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La prostituzione non è un lavoro, ma uno stupro remunerato

© Public Domain
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Donne riscattate dalla prostituzione criticano i tentativi di ONU e Amnesty International di depenalizzare la prostituzione

“Quando (il personale dell'ONU) lavorerà in un bordello, allora ascolterò le sue argomentazioni”, ha detto una donna che è stata una prostituta riferendosi alla nuova entità creata dalle Nazioni Unite che porta il nome di UN Women (ONU Donne).

Alcune donne riscattate dalla prostituzione hanno criticato gli organismi dell'ONU e di Amnesty International perché, a loro avviso, puntando a depenalizzare e legalizzare la prostituzione non farebbero altro che incentivare il traffico di un maggior numero di bambine, trasformando i protettori in onesti imprenditori.

“Che diavolo si è messa in testa [Amnesty International]?”, ha affermato Rachel Moran, una donna che è stata vittima della prostituzione in Irlanda e autrice del libro “Paid for: my journey through prostitution” (“Sono stata pagata: il mio viaggio nella prostituzione”). Le dichiarazioni sono giorno all'indomani di una bozza di documento dell'ONU e di Amnesty International a difesa della legalizzazione del “lavoro sessuale”.

Le donne riscattate criticano la creazione di un “diritto degli uomini ad acquistare un servizio sessuale”, e nel panel “Prostituzione o lavoro sessuale”, organizzato dalla The Coalition Against Trafficking in Women, hanno spiegato che la definizione di “lavoro sessuale” è stata creata da protettori che operano negli Stati Uniti per legalizzare la prostituzione.

La prostituzione non è un lavoro, sostengono, ma uno stupro remunerato, e impiegare questa definizione ostacola gli sforzi a porvi fine.

Nel panel hanno anche denunciato che gli ultimi rapporti ONU “fanno intendere che le donne prostitute 'lavorano' per decisione propria”, affermazione a cui rispondono dicendo che “più del 95% vuole uscirne, ma ha bisogno di aiuto”.

Allo stesso modo, hanno anche criticato l'insinuazione dell'ONU che la legalizzazione porterebbe protezione alle donne che si prostituiscono. “Gli uomini che pagano per il sesso sono dei tossici che usano il corpo femminile come droga”, ha detto una ex vittima, affermando che “gli uomini credono che il tempo che comprano per stare con una donna li investa del comando assoluto. Non si può imporre il rispetto di leggi che esigono l'uso del preservativo”.

Durante la conferenza è stato reso pubblico un messaggio di posta elettronica che rivelava il sostegno alla depenalizzazione da parte dell'ONU. Donne e pubblico hanno chiesto alle Nazioni Unite di ritirare il sostegno alla depenalizzazione e che la prostituzione venga considerata violenza di genere.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]
 

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