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Deserto, strada della salvezza

Moyan Brenn / Flickr / CC

Desert scenery situated between Hopi reservation and Tuba city (monument valley) in Arizona

Dimensione Speranza - pubblicato il 25/03/14

Il vero senso del deserto è, dunque, proprio questo che gli è stato dato da Gesù Cristo. Non è un ritirarsi da solo, un separarsi dagli uomini, ma un caricarsi dell’uomo per portarlo a morire e a risorgere. Un viaggio di fede e di obbedienza per costituire un popolo credente nell’unico vero Dio.

In questo mondo che Dio sembra avere abbandonato, la sola figura visibile è quella del male. La sola soluzione ragionevole è proposta dal tentatore, ed è questa: profittare del proprio potere, imporsi agli uomini, prendere possesso del mondo.
Il Cristo è passato attraverso questa tentazione e l’ha superata per fondare in noi la forza della fede. Allora, grazie a lui, noi sappiamo che il Dio che tace è per noi il vero Dio presente, e che il deserto è il cammino che va dal mondo fino a lui.
La nudità del deserto permette di vedere, di riconoscere il vero volto di Dio (L. Guillet).

4.Il deserto “tempio di Dio”

Il Dio che tace, il Dio invisibile è il Dio vivo e presente che si disvela allo sguardo puro della fede.

Già Eucherio di Lione scriveva: «Il deserto è il tempio di Dio sconfinato, perché Dio abita la solitudine, ed è là che egli diviene visibile per i suoi santi».

Dice un proverbio arabo: «Là nel deserto non c’è che un rumore: il gemito del vento. È il deserto che piange perché vorrebbe essere prateria». È l’implorazione della terra riarsa – dell’anima assetata – che attende la rugiada dal cielo.

Bisogna che l’esperienza della povertà, della spogliazione, dell’impotenza arrivi all’estrema, affinché l’uomo sia ridotto alla verità essenziale del suo essere.

Il vero deserto è quello che investe come un vento bruciante e tempestoso i nostri sensi, il nostro cuore, la nostra anima; è quello che strappa via la maschera che ci copre il viso e ci mette a viso scoperto – senza difesa alcuna – davanti a Dio, costringendoci a cadere nelle sue mani.

Ma a questo punto, ecco la salvezza. Si avvera sempre quanto avvenne per il popolo d’Israele:

Egli lo trovò in terra deserta,
in una landa di ululati solitari.
Lo educò, ne ebbe cura, lo allevò,
lo custodì come pupilla del suo occhio.
Come un’aquila che veglia la sua nidiata,
che vola sopra i suoi nati,
egli spiegò le ali e lo prese,
lo sollevò sulle sue ali;
il Signore lo guidò da solo,
non c’era con lui alcun dio straniero.
Lo fece montare sulle alture della terra
e lo nutrì con i prodotti della campagna;
gli Fece succhiare miele dalla rupe
e olio dai ciottoli della roccia (Dt 32, 10-13).

5. All’ombra della sua mano

«Egli spiegò le ali e lo prese / lo sollevò sulle sue ali…». L’immagine delle ali di Dio è tra le più belle e delicate di tutte le immagini bibliche.

L’esperienza aspra e paurosa della solitudine si trasforma nell’esperienza della più tenera e rassicurante presenza di Dio Padre. In mezzo alle sabbie roventi, il ristoro all’ombra dell’ala paterna teneramente distesa. «Umbraculum tuum, Deus» dice anche il salmo 120 (121): Il Signore è l’ombra che ti copre.

C’è un’espressione ormai classica nella letteratura monastica – accolta dallo stesso magistero della Chiesa – che esprime tutto questo con stupenda efficacia e semplicità. È l’espressione: in umbratili vita: vita in ombra, nascosta, si traduce comunemente. Ma significa proprio vita all’ombra della mano (o delle ali) di Dio.

Ebbene, la Quaresima è il tempo in cui la Chiesa chiama tutti i cristiani ad inoltrarsi più internamente nel deserto per raccogliersi sotto quest’ombra, per sperimentare la più intensa dolcezza della presenza di Dio.

La liturgia ce lo conferma utilizzando largamente, proprio nella messa della prima domenica di Quaresima, il salmo 90 (91), salmo citato nella pericope evangelica che presenta Gesù nel deserto. Dobbiamo ascoltarlo, pregarlo, questo salmo, nel cuore di Cristo stesso.Per il canto di ingresso sono utilizzati i versetti: Invocabit me, et ego exaudiam eum; eripiam eum et glorifìcabo eum; longitudine dierum adimplebo eum.

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bibbiadesertosalvezzaspiritualità
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