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Un deragliamento del progetto europeo sarebbe molto pericoloso

Call for the rejection of the Draft Resolution Estrela European Union 2013 – it

EU 2013 - European Parliament

Roberta Sciamplicotti - Aleteia - pubblicato il 24/03/14

I vescovi del continente esortano a partecipare alle elezioni dell'Europarlamento a maggio

“Abbiamo troppo da perdere da un eventuale deragliamento del progetto europeo”, e per questo “è essenziale che tutti noi – politici, candidati all’ufficio parlamentare, tutti i soggetti interessati – contribuiamo in maniera costruttiva a plasmare il futuro dell’Europa”.

La Commissione delle Conferenze Episcopali dell'Unione Europea (Comece) lo afferma chiaramente in una dichiarazione diffusa il 20 marzo in vista delle elezioni che dal 22 al 25 maggio vedranno 400 milioni di elettori dei 28 Paesi dell'UE impegnati a rinnovare il Parlamento Europeo di Strasburgo.

In un momento che rappresenta un “punto di svolta” per l’Europa unitaria, i presuli esprimono una consapevole preoccupazione per la situazione sociale ed economica dell'UE mettendo in guardia da rischi finora forse sottovalutati (Avvenire, 20 marzo).

L'esito delle elezioni di maggio, ricordano, avrà “rilevanti implicazioni per coloro che guideranno l'Unione nel corso dei prossimi anni”. In questo contesto, “è essenziale che i cittadini UE partecipino al processo democratico esprimendo il loro voto il giorno delle elezioni. Più elevata sarà l'affluenza, più forte sarà la nuova legislatura”.

I vescovi ritengono un loro dovere “offrire orientamenti all'elettore UE formandone la coscienza”, e lo fanno “sottolineando le questioni di rilievo, valutandole attraverso il prisma della dottrina sociale cattolica”. Anche se si rivolgono in prima istanza ai cittadini UE cattolici, si augurano che le loro raccomandazioni “possano essere ascoltate con favore anche da parte di tutti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno a cuore il successo del progetto europeo”, così come “da coloro che intendono ricevere un mandato per prestare servizio presso il Parlamento Europeo”.

La dichiarazione esprime innanzitutto alcune “considerazioni generali”, a cominciare dal fatto che “ciascun cittadino UE ha il diritto e il dovere di esprimere il proprio voto”. I vescovi incoraggiano soprattutto i giovani, molti dei quali soffrono per la triste realtà della disoccupazione, “a fare in modo che la loro voce venga ascoltata, impegnandosi nel dibattito politico e, soprattutto, votando”. È poi importante che quanti aspirano all'ufficio di parlamentare o cercano la rielezione al Parlamento Europeo siano “coscienti del danno collaterale causato dalla crisi bancaria/economica iniziata nel 2008”, che ha portato alla crescita “ad un ritmo allarmante” del numero di “nuovi poveri”.

I presuli esortano poi ad applicare una “cultura di moderazione”: “dobbiamo imparare a vivere con meno, ma allo stesso tempo fare in modo che coloro che si trovano in una condizione di reale povertà ottengano una parte più giusta”.

I membri della Comece passano poi a indirizzare l'attenzione degli europei verso “aree specifiche delle politiche UE”: il principio di sussidiarietà, “un pilastro basilare dell'unica famiglia di Stati-Naizone che costituiscono l'UE”; il principio di solidarietà, che deve guidare le politiche “ad ogni livello all'interno dell'UE”; “un profondo rispetto della dignità umana”, con la difesa della vita umana dal momento del concepimento fino a quello della morte naturale e la difesa della famiglia “quale elemento costruttivo fondamentale della società”; l'accoglienza e l'integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo, che “deve essere condivisa in maniera proporzionata dagli Stati membri”; il rispetto della creazione, con la necessità di “approfondire la nostra determinazione a rispettare e raggiungere obiettivi di emissione di CO2, promuovere una visione internazionale in tema di cambiamento climatico” e favorire “un approccio più verde” che sottolinei la sostenibilità come “elemento fondamentale di qualsiasi politica di crescita o sviluppo”.

I presuli ricordano poi che la libertà religiosa è “una caratteristica fondamentale di una società tollerante e aperta”, chiedono misure volte a proteggere la domenica come giorno di riposo settimanale e cure adeguate per i tanti anziani del continente, così come politiche che creino “nuove opportunità per i giovani”.

L’Unione Europea, ricordano, “è a un punto di svolta”. La crisi economica “ha messo alla prova le relazioni tra gli Stati membri, ha messo in discussione il principio fondante della solidarietà all'interno dell'Unione e ha portato con sé un incremento della povertà per un grande numero di cittadini, oltre ad aver compromesso le future prospettive di molti tra i nostri giovani”.

“La situazione è drammatica, per molti addirittura tragica”, avvertono. Per questo, i vescovi cattolici chiedono che “il progetto europeo non venga messo a rischio o abbandonato sotto le attuali costrizioni”. “E’ essenziale che tutti noi cittadini europei ci rechiamo ai seggi elettorali il 22-25 maggio”.

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