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Cresce la persecuzione dei cristiani in tutto il mondo

Sam Gewinski
This image is courtesy of photographer, Sam Gewinski via Flickr Creative Commons. He wishes to send this message:



Hello everyone,  Today, several flashmobs against persecution of Christians took place in cities all over Germany. This is because over 200 million Christians are persecuted all over the world for their believes, and many people do not know that. Also, politicians do not react – at least – sufficently...


More information on www.opendoors.org
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La Corea del Nord è uno dei paesi più restrittivi nei confronti dei Cristiani

“Aiuto alla Chiesa che Soffre”, in una relazione sommaria recentemente rilasciata intitolata “Perseguitati e Dimenticati?”, ha rivelato una crescita mondiale della portata e della frequenza della discriminazione contro i cristiani.

La persecuzione dei cristiani “è aumentata negli ultimi 10 o 15 anni” ha dichiarato Ed Clancy, responsabile dell’evangelizzazione e della sensibilizzazione presso “Aiuto alla Chiesa che Soffre” in un'intervista alla CNA il mese scorso, aggiungendo che “la persecuzione ha molte facce, purtroppo, e molti luoghi”.

Dal momento che non esiste una sola minaccia per i cristiani di tutto il mondo, ha detto, ma una miriade di forme di oppressione, “potrebbe diventare più incombente sulla Chiesa cattolica, e sui Cristiani in generale, la necessità di essere a conoscenza dei molti pericoli che i Cristiani affrontano nel mondo…in altri Paesi (rispetto agli Stati Uniti) stanno affrontando molte, moltissime sfide”.

Alla fine dell'anno scorso, la Caritas internazionale ha pubblicato “Perseguitati e dimenticati?”, un rapporto di quasi 200 pagine. La sintesi, che può essere letta per intero qui, condensa le informazioni che si trovano nel rapporto in un conciso libretto di 32 pagine.

“E’ una questione di consegnarlo in un formato e in una dimensione che permette alle persone di avere una buona conoscenza di ciò che sta accadendo e di cercare, eventualmente, più informazioni”, ha spiegato Clancy.

Mentre può essere facile comprendere l'oppressione dei Cristiani in luoghi come la Siria e la Nigeria, il rapporto mostra che tale fenomeno non è limitato al solo Medio Oriente. “Ci sono luoghi dove il comunismo, purtroppo, è ancora al potere, come il Vietnam e Cuba”, ha osservato. Cita poi il Vietnam come un Paese dove, a differenza di “luoghi più radicalizzati come l'Iran”, i Cristiani affrontano una persecuzione palese: “la burocrazia e il potere del governo vengono usati per controllare e limitare la Chiesa e in sostanza dare fastidio alle persone”.

“In Vietnam abbiamo molti seminaristi o candidati seminaristi che potrebbero passare 10-15 anni nell’attesa di entrare in seminario, mentre il governo controlla la loro richiesta”, ha detto Clancy. “E’ qualcosa di inaudito qui in Occidente: non c’è nessun giovane che dica: 'Ok, voglio diventare sacerdote' e poi aspetti l'IRS e il Dipartimento del Tesoro per l'approvazione prima di poter solo presentare la richiesta. Questo è ciò che avviene in Vietnam”.

Ha anche notato come in Venezuela ci sia un altro tipo di persecuzione: “potrebbero attaccare la Chiesa o i leader della Chiesa perché parlano contro le strategie che il governo sta usando”. Sempre in Sud America, Clancy indica la Colombia. “Di tutti gli operatori umanitari in tutto il mondo che sono stati uccisi, quasi la metà è stata uccisa in Colombia” ha detto, aggiungendo che “lì, gli attacchi sono principalmente a causa della droga e della politica” citando l'importanza dei cartelli della droga.

Clancy inoltre si concentrata sulla de-cristianizzazione “in Medio Oriente e in parte dell'Africa” dove i cristiani stanno emigrando a causa dei militanti islamici. Nella sua prefazione a “Perseguitati e Dimenticati?”, Gregorios III, patriarca greco-melchita di Antiochia, ha scritto che “Cristo è ancora sulla Croce e condivide il dolore che affligge il popolo di Dio. In tutti i Paesi del mondo dove i cristiani soffrono per la loro fede, è perseguitato anche il nostro Signore”.

L'importanza della relazione risiede nel fornire le informazioni per stimolare sia la preghiera sia l'azione da parte dei cristiani che amano la libertà di culto.

“A differenza di tanti nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo, siamo nella fortunata posizione di poter esprimere liberamente le nostre opinioni e il nostro punto di vista. Siamo in grado di difendere i nostri diritti”, si sottolinea nel documento.

“Tuttavia, i cristiani perseguitati e sofferenti non sono sempre liberi di lottare. Ecco perché le comunità cristiane che vivono nella paura hanno bisogno del nostro aiuto, dobbiamo stare con loro e parlare con loro”.

Il testo sottolinea anche come la Corea del Nord sia uno dei Paesi più restrittivi nei confronti dei Cristiani; gli abitanti dei villaggi cristiani cacciati dalle loro case in Laos; la scomparsa dei cattolici clandestini in Cina.

“Incoraggiare il sostegno religioso per la Chiesa sofferente è uno dei pilastri principali della missione di Aiuto alla Chiesa che Soffre”, conclude il rapporto e incoraggia i lettori a “scegliere un Paese o una persona per cui pregare, specialmente durante la Quaresima”.
 

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