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Come aiutare un amico che ha perso la fede?

Marco Monetti / Flickr / CC

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padre Angelo Bellon, o.p. - Amici Domenicani - pubblicato il 21/03/14

La preghiera per chi ha perso la fede e non vuole sentire ragioni conta molto: perché “ammassa carboni ardenti sul capo” della persona in questione (Rom 12,20)

Quesito

Carissimo Padre Angelo,
un amico ha perso la Fede. Soprattutto ha perso la Fiducia nella Vita eterna. Cosa possiamo fare, come possiamo comportarci per riportarlo sulla strada giusta?
Grazie e Dio La benedica
C.


Risposta del sacerdote

Caro C.,
bisogna vedere per quale motivo il tuo amico ha perso la fede.

1. A volte si perde per motivi morali. Come ha detto il Signore in Gv 3,19: “la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie”. Dal testo sacro risulta che il rifiuto della fede trova spesso la sua origine in un cuore corrotto. La fede incontra sempre un grande ostacolo nella corruzione del cuore, perché essa comanda una vita onesta. Molti rigettano la fede perché non vogliono abbandonare il vizio e il peccato. E poiché l’esortazione per alcuni diventa fastidiosa e causa dissapori, in certe situazioni non rimane che pregare e fare sacrifici.

2. La preghiera per chi ha perso la fede e non vuole sentire ragioni conta molto: perché “ammassa carboni ardenti sul capo” della persona in questione (Rom 12,20). La Bibbia di Gerusalemme commenta: “L’immagine dei carboni ardenti, simbolo di un dolore cocente, designa il rimorso che porterà il peccatore a pentirsi”.

3. Se invece uno ha perso la fede per motivi intellettuali non è fuori posto aiutarlo con letture che possono persuaderlo.
Il Concilio Vaticano II ricorda che alcuni non credono perché di fatto rifiutano una falsa immagine di Dio.

4. Talvolta alcuni perdono la fede perché sono abituati a letture di giornali che stravolgono in maniera sistematica l’opera e le dichiarazioni della Chiesa. Qui il lavorio diventa più difficile. Bisognerebbe aiutare queste persone ad attuare una specie di par condicio, e cioè di leggere gli eventi e le dichiarazioni anche da un altro punto di vista. Ma spesso, accanto a questi motivi, si accompagnano motivi di condotta morale disordinata. E allora bisogna fare quello che si è detto nel punto 1 e 2.

5. Altri, già deboli nella fede, l’hanno persa del tutto perché hanno trovato motivo di scandalo da parti di alcuni credenti.
In questo caso non c’è niente di meglio che mostrare le opere di carità compiute dalla Chiesa e dalle persone di Chiesa.
Meglio ancora sarebbe aiutare queste persone a collaborare  attivamente nelle opere di carità della Chiesa. Santa Caterina dice che Dio talvolta ricompensa le persone che fanno del bene donando loro il lume della fede e il conforto della grazia.

6. In ogni caso è sempre necessario ricordare che la fede è un dono soprannaturale di Dio, perché ha come oggetto Dio che si rivela e le realtà celesti, e cioè realtà che sono sopra l’ordine della ragione. Come chi vuole vedere le macchie della luna ha bisogno del telescopio, così (ma l’esempio è vistosamente zoppicante) per avere la fede è necessario questo telescopio di ordine soprannaturale, che viene dato solo da Dio. I nostri ragionamenti portano alle soglie della fede, la rendono ragionevole, ma non la danno.

7. Dio vuole donare a tutti la fede, ma a volte nel soggetto ricevente si trovano ostacoli quasi insormontabili. Questi ostacoli non vanno attribuiti semplicemente alla condotta del singolo. Ci possono essere le nostre contro-testimonianze, blocchi psichici e quanto altro si possa immaginare, compresi i disegni imperscrutabili di Dio che talvolta può dilazionare questo dono per esercitare altri nella preghiera e nella santificazione.

Ti ricordo al Signore e ricorderò in particolare anche questo tuo amico che ha perso la bussola orientativa della propria vita.
Vi benedico.
Padre Angelo

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