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Ucraina: cristiani in piazza Maidan

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Religión en Libertad - pubblicato il 20/03/14

I sacerdoti greco-cattolici possono sposarsi?

I sacerdoti non possono sposarsi, ma i seminaristi sì. Vuol dire che una persona può sposarsi solo prima dell'ordinazione sacerdotale. Se si rimane vedovi, allora non ci si può risposare. Ci sono alcuni che non sono sposati, ma circa il 90% dei seminaristi si sposa.

Che ruolo hanno avuto i cattolici negli eventi di questi giorni in Ucraina?

La Chiesa greco-cattolica ucraina, quando ha smesso di essere illegale ed è “uscita dalle catacombe”, aveva un'autorità morale incredibilmente grande, perché non ha collaborato con le autorità ai tempi dell'Unione Sovietica, è rimasta all'opposizione e ha mantenuto lo spirito di libertà.

È una Chiesa minoritaria – tradizionalmente gli ucraini sono ortodossi –, e di fatto al giorno d'oggi praticamente la metà della popolazione non ha alcun contatto con la Chiesa, nessuna Chiesa.

Ad ogni modo, la Chiesa greco-cattolica ha mantenuto una notevole leadership, soprattutto nella persona del cardinale Lubomir Husar, oggi ritirato, e con la nuova guida della Chiesa, Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk. Negli ultimi vent'anni si sono pronunciati su tutti i possibili temi sociali, offrendo risposte equilibrate ed essendo molto rispettati nella società.

Durante gli eventi degli ultimi quattro mesi, la Chiesa greco-cattolica è stata in molti modi all'avanguardia per quanto riguarda le questioni sociali ed etiche, richiamando la gente alle proprie responsabilità.

Anche la Chiesa cattolica latina ha fatto la sua parte, così come gli ortodossi, i protestanti, gli ebrei e i musulmani. Possiamo quindi dire che c'è stato un consenso ecumenico e interreligioso sulla necessità di riforme in Ucraina.

Le Chiese hanno stabilito quattro punti fondamentali relativi alle proteste:
-il Governo deve ascoltare il popolo
-si respinga ogni violenza
-le attività volte a dividere il Paese devono essere frenate
-il dialogo è necessario. Il dialogo è difficile, bisogna essere pazienti, non dà immediatamente frutti, ma è molto meglio della guerra.

Dal 21 novembre, la gente si è riunita tutti i giorni in piazza Maidan a Kiev perché il Presidente ha rifiutato arbitrariamente di associarsi all'Unione Europea dopo aver promesso per tre anni che l'Ucraina lo avrebbe fatto.

L'8 dicembre si erano riunite circa 800.000 persone. C'era gente tutti i giorni, non solo il fine settimana, e questo malgrado il freddo inverno di Kiev, con temperature di 25°C sotto lo zero.

La giornata iniziava con una preghiera, e la notte, quando fa freddo ed è buio e pericoloso, la preghiera veniva effettuata ogni ora, e si cantava ogni ora l'inno nazionale. È qualcosa che si può immaginare difficilmente a Madrid, Parigi o Londra.

La gente chiedeva ai sacerdoti di essere presenti e di stare con la gente a pregare. Spesso quella preghiera era ispiratrice, spesso è stata pastorale.

La Chiesa greco-cattolica e anche altre Chiese hanno allestito tende-cappella nella piazza, abbastanza grandi. Quella allestita dalla Chiesa greco-cattolica era come questa stanza (circa 100 metri quadri, ndt). La gente veniva per la liturgia, la Messa, veniva a pregare, a confessarsi.

Ci sono state centinaia di conversioni, perché la gente che si solleva, che soffre, per mesi, con il brutto tempo e subendo la violenza della polizia ha potuto vedere che, di fatto, il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo è la piena espressione dei suoi desideri. Molta gente che non aveva alcun contatto con la Chiesa ha iniziato ora una vita esplicitamente religiosa e spirituale.

Nelle ultime settimane, le Chiese hanno avuto il difficile compito di guidare la gente in un periodo di violenza e di morte. Più di cento persone hanno perso la vita e mille sono state ricoverate.

Molti dei morti erano giovani, padri di famiglia disarmati raggiunti a bruciapelo dai franchi tiratori . Tutta l'Europa ha visto questi fatti alla luce del giorno, nel bel mezzo della città, nel cuore dell'Europa.

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chiesa cattolicaucraina
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