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Più di 2.000 persone rischiano la vita per andare a Messa in Nigeria

Tim Freccia / Enough Project

Aiuto alla Chiesa che Soffre - pubblicato il 20/03/14

Testimonianza di fede a Maiduguri dopo il più grande attacco di Boko Haram degli ultimi mesi

Più di 2.000 persone nel nord della Nigeria hanno rischiato la propria vita andando a Messa domenica 16 marzo, quando la loro città veniva bombardata. Padre John Bakeni, che ha presieduto la celebrazione, ha definito la cattedrale di Maiduguri “gremita” e ha detto che i fedeli gli hanno poi confessato che preferivano morire in chiesa che in qualsiasi altro luogo.

La Messa di domenica è stata celebrata dopo che presunti estremisti di Boko Haram avevano lanciato una delle loro maggiori campagne degli ultimi mesi, nella quale hanno tirato granate lanciate da razzi e preso d'assalto la caserma.

Centinaia di persone sono morte a causa degli attacchi, respinti dall'esercito nigeriano. Cresce ad ogni modo la preoccupazione che il Governo non sia capace di frenare gli estremisti.

In un'intervista concessa il 17 marzo ad Aiuto alla Chiesa che Soffre, la fondazione cattolica per i cristiani perseguitati e bisognosi, padre Bakeni ha affermato: “Ieri mattina ci sono state moltissime detonazioni, ma questo non ha impedito che la gente accorresse in chiesa. È stata una lezione di umiltà e un'esperienza edificante vedere tanta gente a Messa: la chiesa era gremita”.

“Quando è arrivato il momento dell'omelia, ho detto che non c'era bisogno di predicare: ‘La vostra presenza così consistente è un'omelia in sé’”.

Appello alla preghiera

Il sacerdote ha chiesto ad Aiuto alla Chiesa che Soffre di lanciare un appello per invitare il resto del mondo a pregare per i nigeriani: “Per favore, pregate per la fine di questa violenza”.

In un messaggio precedente, ha descritto in questo modo l'inizio degli attacchi venerdì mattina: “Ci siamo svegliati con il rumore assordante delle bombe, le granate lanciate da razzi e gli spari. La confusione e il caos si sono diffusi ovunque”.

Centinaia di insorti, vestiti con abiti militari, hanno assaltato la caserma di Giwa di Maiduguri e sono riusciti a liberare i propri compagni prigionieri.

Sono state attaccate anche zone residenziali e un campus universitario. Quest'ultimo attacco è tipico di Boko Haram, che significa letteralmente “l'istruzione occidentale è proibita”.

Boko Haram ha dichiarato suoi nemici il Governo nigeriano, i centri educativi, la Chiesa e anche i musulmani moderati.

Durante lo scontro militare, durato più di quattro ore, più di 200 insorti sono morti per un massiccio contrattacco militare per respingerli, ma si teme che Maiduguri sia stata sul punto di cadere nelle mani degli estremisti.

Padre Bakeni e altri hanno reso noto che le forze nemiche si sono riunite e stanno preparando nuovi attacchi. Ci sono state inoltre notizie di connivenze tra gli estremisti e determinati elementi dell'esercito nigeriano, il che, a quanto si dice, spiega il fallimento di quest'ultimo al momento di schiacciare il nemico.

Timore di altri attacchi

“Ora siamo tutti in preda alla paura, ed eleviamo lo sguardo a Dio per chiedergli che le nostre preghiere diano frutto”, ha detto padre Bakeni. “L'esercito nigeriano sta agendo come meglio può, ma non ha armi moderne per frenare gli insorti, che sono molto più sofisticati”.

“Grazie a tutti voi e ad Aiuto alla Chiesa che Soffre per le vostre preghiere e il vostro sostegno in questo momento difficile”, ha aggiunto. “Sentiamo davvero la forza della gente che ci sostiene dentro e fuori il Paese”.

Gli attacchi contro Maiduguri hanno coinciso con la violenza perpetrata da pastori musulmani Fulani contro alcuni villaggi cristiani non lontani da Kaduna, nel cosiddetto Middle Belt del nord della Nigeria. Almeno 100 persone sono morte per gli attacchi del pomeriggio del 14 marzo.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
libertà religiosanigeriapersecuzione cristiani
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