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Un nuovo fenomeno: i genitori “sharent”

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LaFamilia.info - pubblicato il 19/03/14

Che conseguenze ha condividere eccessivamente foto e informazioni dei figli?

L’era digitale ha segnato un cambiamento radicale in molti aspetti, tra i quali il modo di interagire a livello sociale. Ora molti preferiscono esprimersi attraverso le reti sociali, e sono queste le vie per comunicare emozioni ed eventi della loro vita, tra i quali la nascita dei figli e la loro crescita.

È così che nasce il fenomeno dell’“oversharenting” (dall’inglese overshare e parenting) per riferirsi a quei genitori che condividono in modo eccessivo fotografie e informazioni sui propri figli – anche prima che nascano – attraverso mezzi come Facebook, Instagram, Flickr… Quali sono le conseguenze della sovraesposizione dei figli? Può compromettere la loro sicurezza? Potrebbe essere vista come un’invasione della loro privacy?

Tutto un fenomeno sociale

L’Huffington Post ha pubblicato un’indagine realizzata nel Regno Unito dalla compagnia Posterista che evidenzia la rapidità con cui attualmente i genitori fanno debuttare i figli neonati nelle reti sociali. Il 74% dei genitori riconosce di aver postato una fotografia del proprio bebè a 60 minuti, in media, dalla nascita.

L’inchiesta ha concluso anche che il 94% dei genitori posta foto dei figli, e il 64% lo fa tre volte a settimana, mentre il 21% ha detto di farlo tre volte al mese e solo il 6% ha dichiarato che non inserirebbe mai le fotografie dei figli sulle reti sociali. Facebook è il mezzo preferito con il 77%, seguito da Instagram con il 48% e da Flickr con il 32%.

La ricerca, realizzata su 2.367 genitori di bambini di cinque anni o meno, ha incluso anche le ragioni per condividere le immagini: tenere informati amici e familiari lontani (56%), esprimere il proprio amore per i figli (49%), un luogo ideale per immagazzinare ricordi (34%), registrare i primi anni dei bambini (28%) e presumere che le proprie fotografie siano migliori di quelle di altri genitori (22%).

Che conseguenze potrebbe avere lo “sharing”?

È naturale e del tutto logico voler esprimere la felicità che suscita un figlio; è uno degli eventi più significativi che possa vivere una persona. Ovviamente tutto lo sviluppo dei figli si trasforma in un’avventura emozionante che i genitori vogliono condividere con gli altri, e le reti sociali facilitano questo compito. C’è però un limite, e quando viene superato, davanti agli occhi di molti, si tratta di una sovraesposizione che può avere conseguenze negative.

Alcuni esperti affermano che questo comportamento dei genitori può privare i figli della privacy, e ritengono che ci siano certi eventi che dovrebbero rimanere nel contesto dell’intimità familiare.

Allo stesso modo, c’è anche una questione di sicurezza. “La maggior parte delle foto o dei commenti sugli eventi che riguardano i bambini suscitano sorrisi e una valanga di ‘mi piace’ su Facebook e altri tipi di reti sociali, ma gli esperti avvertono che le conseguenze di questa impronta digitale per questi bambini sono impredicibili, per cui bisogna essere estremamente cauti quando si condivide qualsiasi immagine”, consiglia il portale Padresonones.

E quando cresceranno?

Francisca Maira, direttore esecutivo della Fondazione QuéVeo del Cile, afferma che i genitori si chiedono raramente cosa succederà a quei contenuti quando i bambini cresceranno. “Potrebbe essere una generazione la cui l’identità si diffonde in rete ed è molto vulnerabile al giudizio degli altri”, ha segnalato.

A suo avviso, è importante anticipare le conseguenze e discernere se questa esposizione genererà un domani un punto a sfavore quando i genitori vorranno frenare alcuni comportamenti dei propri figli. “Se noi siamo stati capaci di pubblicare la vita dei nostri bambini anche prima che nascessero, pubblicando anche le loro ecografie nelle reti sociali, avremo l’autorità per proibire loro una foto che riteniamo inadeguata?”, si è chiesta.

Prendere precauzioni

È normale che ogni successo dei figli sia un motivo per gridarlo ai quattro venti, ma la cosa importante è conoscere il giusto mezzo, senza esagerare l’attività nelle reti sociali e mantenere un po’ di riservatezza, anche per questioni di sicurezza.

Bisogna rivedere le condizioni di privacy delle reti sociali, perché in genere cambiano con regolarità, e la cosa più importante è che tutto ciò che si pubblica sia privato, vale a dire che solo gli amici possano avere accesso a quelle informazioni, perché non vogliamo che degli estranei conoscano la nostra vita, ciò che ci succede, dove andiamo, com’è la nostra casa, cosa piace ai nostri figli, ecc. “Anche se pensiamo che stiamo condividendo aneddoti con i nostri familiari e amici prossimi, in realtà li stiamo condividendo con molta più gente”, ricorda il portale padresonones.es.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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