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Recuperare i pasti in famiglia come mezzo di comunicazione

teléfono en la mesa – it

© Artotem

Gaudium Press - pubblicato il 19/03/14

La televisione mentre si mangia? Ora sono i cellulari a mettere fine alle conversazioni a tavola

di Jonathan Caldas

Parliamo di cose attuali. Prendiamo una scena comune della vita ai giorni nostri: un appartamento con una sala da pranzo – o qualcosa che le assomigli – per cinque persone. La famiglia che vive lì sta cenando, ma la situazione è particolare. Il padre di famiglia sta vedendo sul letto l'ultima partita di calcio della sua squadra del cuore, che sta per vincere il torneo. La padrona di casa sta chiacchierando con alcune amiche. E i figli? Uno di loro è assorto nei videogiochi e sicuramente non mangia tutto quello che ha nel piatto. L'altro – o l'altra – è preso dal suo iPhone da quando è arrivato a casa. Tutti, insomma, sembrano piuttosto occupati, ma non per questo smettono di mangiare, giusto?

Forse qualcuno sta pensando: “Che importa? Alla fin fine fa parte della nostra vita quotidiana”. Questa scena, infatti, è assai comune al giorno d'oggi, come afferma uno studio diretto dal Birmingham Food Fest pubblicato dal quotidiano britannico Daily Mail. La ricerca mostra come i pasti in famiglia siano sempre meno, e quando ci sono gli oggetti elettronici sono notevolmente presenti, se non indispensabili. In quale pasto non c'è qualcuno che utilizzi il cellulare per fare una telefonata, guardare le email o forse chattare? Altri, meno discreti, portano il laptop in sala da pranzo. I bambini si accontentano dei videogiochi, e ai giovani non può mancare l'iPhone. Perché riferirsi all'influenza della televisione? È una cosa di 40 anni fa, oggi è antiquata se paragonata ai dispositivi elettronici moderni la cui presenza è sempre più evidente. In questo modo, sia riunita o meno la famiglia, c'è sempre qualche “amico” elettronico che fa compagnia, o almeno finge di farla.

Se i dispositivi elettronici siano buoni o no è una domanda dalla facile risposta perché, come si dice, “dipende dal motivo per cui si usano”. Non è questo, quindi, il problema principale, e la nostra attenzione si rivolge ad altre questioni poco analizzate. Iniziamo dalle evidenze.

Quanto alle crisi sociali che si presentano sempre più, molte persone le sintetizzano come un problema la cui radice è l'assenza di dialogo, problemi di comunicazione. Ed è da notare che, visto che la famiglia è la “cellula della società”, non è possibile che esistano queste crisi se prima non si verificano in ambito familiare. La mancanza di comunicazione ha origine in casa, non altrove. Ma da cosa dipende? La risposta è evidente per tutti quando si tratta di esseri umani, ovvero esseri pensanti e con la capacità di esprimersi attraverso il linguaggio.

La conversazione, parlare gli uni con gli altri, esprimere le idee mediante parole, è un modo primordiale di comunicare, ed è quello che forse è stato messo più da parte. L'uso eccessivo dei dispositivi elettronici non è altro che una scusa per questo problema. Non sono altro che un'evasione di fronte alla necessità naturale di relazionarsi con gli altri, soprattutto di dover conversare. Di conseguenza, le persone si chiudono in se stesse, diventano egoiste, ostili a qualsiasi tipo di avversità o contrarietà, perdono la pazienza facilmente, perdonano difficilmente e dimenticano di far parte di una famiglia. Non è difficile che a livello familiare questa situazione faccia sì che appaiano malintesi, disunione…

È sorprendente tutto quello che può accadere quando si smette di fare una cosa tanto semplice come conversare. Cosa ha a che vedere tutto questo con il fatto di mangiare? Se non ci siamo posti prima questa domanda, è ora di farlo.

C'è un detto popolare che recita “La famiglia che prega unita resta unita”; potremmo dire anche che “La famiglia che mangia unita resta unita”, perché essendo il momento domestico per eccellenza, il pasto in famiglia è l'occasione in cui tutti i suoi membri si riuniscono nel modo più naturale, onesto e intimo. Ma sorge un altro problema. Perché questo enunciato sia realtà, è necessario indicare qual è il fine di questo atto familiare; o è il pasto, o è il desiderio di convivenza con i propri cari. Se è il pasto, è occasione degli stessi problemi attuali. Quando è la convivenza, c'è posto per qualcosa di totalmente diverso. E quale miglior modo di convivere che conversare? È il momento opportuno per condividere ciò che si pensa, si crede e si ama. È il luogo in cui si trovano il sostegno e il riposo necessari alla vita. È il momento per mostrare agli altri chi siamo realmente.

Potremmo enumerare moltissime altre caratteristiche della conversazione, senza contare i benefici e i privilegi che offre alle persone che la praticano abitualmente. Anche in pochissime parole possiamo riassumerli come tutto il contrario delle conseguenze dei conflitti familiari. Quante famiglie avrebbero una situazione diversa se riunendosi a tavola, senza tener conto del cibo che vi si trova, si interessassero di più ai propri cari, mettendo un po' da parte la propria persona e la propria propensione naturale a mangiare! Quante altre già dissolte o in forte conflitto avrebbero “aggiustato” il proprio malessere in questo modo!

È un tema su cui potremo riflettere a lungo, fino al giorno in cui la famiglia si vedrà così degradata a livello mondiale che non si potrà più parlare propriamente di famiglia o quando le crisi della nostra società si risolveranno notevolmente. Sia da un lato che dall'altro, i pasti in famiglia affrontati con una conversazione proficua saranno sempre un aspetto fondamentale nella formazione della società.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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