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I cattolici della penisola arabica avranno una nuova casa?

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Il vescovo Ballin vuole costruire una cattedrale in Bahrein

I cattolici della penisola arabica sperano nella costruzione di una nuova cattedrale in Bahrein, creando una sede permanente per la Chiesa e un luogo per aiutare a sostenere i cattolici che giungono nella regione.

“La nostra missione è formare una società migliore, per testimoniare con il nostro amore che Dio ama tutti”, ha detto il vescovo Camillo Ballin, vicario apostolico dell'Arabia del Nord, in un'intervista il 13 marzo alla CNA.

Il vicariato apostolico dell'Arabia del Nord serve i cattolici in Bahrein, Kuwait, Qatar e Arabia Saudita. Di recente ha ottenuto il permesso di costruire una cattedrale intitolata a Nostra Signora d'Arabia su un terreno donato dal re del Bahrein, Hamad bin Isa Al Khalifah.

Il vescovo Ballin ha confessato di sperare che la costruzione “inizierà a ottobre”, per la festa di Nostra Signora del Rosario. I cattolici della zona hanno iniziato a raccogliere denaro per la cattedrale due anni fa, e quelli locali hanno raccolto circa 3 milioni di dollari – secondo il presule, prova della generosità della comunità cattolica locale.

Il vicariato ha bisogno di 30 milioni di dollari entro il 2016 per completare la cattedrale e altri edifici ausiliari per ospitare i sacerdoti in visita e il vescovo e allestire un centro di formazione per catechisti e una sala polifunzionale. La cattedrale dovrebbe accogliere 2.600 persone.

“Stiamo cercando aiuto ovunque”, ha dichiarato il vescovo.

La sede episcopale del vicariato – una giurisdizione ecclesiastica nella Chiesa in cui non c'è una gerarchia pienamente organizzata – è in Bahrein. La cattedrale comprenderà il territorio di 10 parrocchie e oltre 100 comunità sotterranee.

La Messa viene spesso celebrata in un'ambasciata straniera o in un'abitazione privata, visto che nella regione sono permesse poche chiese.

Per rispettare le leggi dei Paesi islamici in cui opera, il vicariato non cerca di convertire persone ma si concentra sulla libertà religiosa e sull'assistenza ai cattolici della regione, molti dei quali lavoratori migranti.

I lavoratori, ha detto il vescovo Ballin, “vengono da molti Paesi”, tra i quali i vicini Paesi arabi, l'India, il Pakistan, lo Sri Lanka o le Filippine, e “il loro numero aumenta continuamente”.

Attualmente, circa 2,5 milioni di cattolici vivono nel territorio del vicariato apostolico dell'Arabia del Nord, che ha 50 sacerdoti, che parlano tutti più di una lingua. La domenica, la Messa viene offerta in 5 riti e 13 lingue.

Il vicariato, ha affermato il vescovo Ballin, gioca un ruolo fondamentale per i lavoratori migranti, aiutandoli “a rimanere fedeli alla fede” attraverso la Messa, i sacramenti, l'adorazione eucaristica, gli studi biblici e i gruppi di preghiera.

La missione del vicariato, ad ogni modo, “non è solo spirituale. Si dà loro anche compagnia umana”, ha aggiunto, spiegando che quando arrivano nella penisola arabica “molte persone incontrano delle difficoltà” nella vita quotidiana, soprattutto perché molti arrivano da soli, lasciando le proprie famiglie nei Paesi d'origine.

“Una sfida per tutti è la lingua araba”, ha dichiarato il presule, spiegando che padroneggiarla richiede anni di studio e che i lavoratori migranti che la imparano solo ascoltando affrontano sfide e problemi sociali a causa dei loro errori.

I lavoratori migranti affrontano anche molte sfide derivanti dalla loro situazione lavorativa, ha proseguito il presule. “Nel Golfo in generale, non ci sono leggi a difesa dei lavoratori”, che spesso possono essere licenziati per qualsiasi ragione e senza preavviso.

“Abbiamo bisogno di leggi che difendano i lavoratori”, ha sottolineato, indicando che “la loro presenza gioca un ruolo fondamentale nel funzionamento della società. Una cosa che la Chiesa può fare per aiutare è spiegare il ruolo che giocano i lavoratori nell'aiutare il Paese ad andare avanti e progredire”, ha commentato.

I cattolici nella regione, inoltre, “aiutano il nostro Paese nelle sue necessità”. Un centro più visibile per la Chiesa in Arabia del Nord aiuterà la Chiesa a “collaborare per il bene del Paese”.

Il vescovo ha infine espresso la speranza che i fedeli ricorrano a Maria per avere la sua assistenza, perché “lei sa dove sono i benefattori”, soprattutto perché la nuova cattedrale sarà dedicata a Nostra Signora d'Arabia. Ha anche chiesto che i sostenitori “preghino per noi e per la nostra vita spirituale e che la Vergine Maria mandi benefattori”.

Chi desidera assistere alla costruzione di una cattedrale per i cattolici nella penisola arabica può cliccare qui per ulteriori informazioni.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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