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Ecco Sting in versione gesuita

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© halitll

Aleteia - pubblicato il 19/03/14

Un'interpretazione del brano "The Burning Babe" di San Robert Southwell, missionario e martire d'Inghilterra

Non si può dire che abbia sorpreso. Ma sicuramente ha deliziato i palati fini dei suoi fan. Sting, storico rocker di fama mondiale, da sempre si accosta alla musica del Cinquecento e alla tradizionesacra

In questo video, riproposto da Il Timone, Sting esegue un brano dal titolo The Burning Babe di san Robert Southwell, padre gesuita e poeta cinquecentesco di spiccato talento, la cui influenza si è esercitata a lungo su alcuni dei più importanti nomi della letteratura inglese, compreso il maestro William Shakespeare.

Missionario clandestino

Padre Southwell fu un grande
missionario clandestino nell’Inghilterra devastata dallo scisma consumato da re Enrico VIII. Fu
accusato di far parte di un complotto cattolico intenzionato a uccidere la regina Elisabetta, colei che “rigorizzò” dottrinalmente lo scisma
anglicano. Venne così
arrestato e condannato a morte per tradimento: si difese dichiarandosi innocente, patriota autentico ed esigendo di essere giudicato da
Dio e dal popolo inglese. 

Paolo VI lo ha 
canonizzato nel 1970 come uno dei Quaranta Martiri d’Inghilterra e Galles. 


Il brano composto prima del martirio

Nel testo il padre gesuita descrive una visione drammatica del
bambino Gesù che agonizza fra le fiamme per i peccati degli uomini. Ma «improvvisamente mi ricordai che era il giorno di Natale»: anche sul male più atroce trionfa sempre la
luce
divina, come sottolinea l’arrangiamento musicale piuttosto gioioso con cui il violinista 
folk inglese Chris Wood ha voluto rileggere la poesia del gesuita. Il giorno dopo avere composto questa poesia ‒ era il 21 febbraio 1595 ‒ padre Southwell fu martirizzato a Tyburn.

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