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L’ospedale pediatrico Bambino Gesù: un “sistema” di riferimento europeo

ALESSIA GIULIANI/CPP
November 13,2012: Prof. Giuseppe Profiti, President of the Pediatric Hospital Bambino Gesù in Rome speaks during the press conference of presentation of the XXVII International Conference the hospital, setting for Evangelisation: a human and spiritual mission, at the Vatican.
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Profiti: “in futuro, grazie a telematica e telemedicina, puntiamo a far viaggiare la conoscenza tenendo fermi i piccoli pazienti e le famiglie”

E’ stato il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, che “in base ai poteri conferiti da sua Santità Francesco” ha comunicato in una lettera di qualche giorno fa la conferma di Giuseppe Profiti come presidente dell’Ospedale pediatrico della Santa Sede “Bambino Gesù”, insieme ai nominativi del nuovo Consiglio di amministrazione e del Collegio dei revisori per il triennio 2014-2016. Profiti, 52 anni, docente di Contabilità dello Stato e degli Enti pubblici all’Università di Genova, è alla guida del noto nosocomio romano già dal 2008. Un periodo, come racconta ad Aleteia, ricco di innovazioni sotto il profilo delle prestazioni, delle acquisizioni e della ricerca scientifica.

Quali sono stati, a suo giudizio, i maggiori traguardi raggiunti negli ultimi anni?

Profiti: L’Ospedale è indubbiamente cresciuto molto in questo periodo attestandosi come il più grande policlinico e centro di ricerca pediatrico in Europa. Ma soprattutto si è sviluppato trasformandosi in un vero e proprio “sistema Bambino Gesù”, allargando il proprio orizzonte oltre il territorio di Roma e Lazio,  andando a costituirsi come un polo di eccellenza nazionale e del bacino del Mediterraneo. La sede storica di Roma, al Gianicolo, si è trasformata nel perno di un nuovo Ospedale policentrico che si estende oltre i confini regionali, andando incontro alla domanda di salute dei piccoli di tutto il Mezzogiorno. Le sedi regionali di Catanzaro e Potenza e il Centro Cardiologico del Mediterraneo, a Taormina, hanno l’obiettivo di ridurre i viaggi della speranza che impegnano non solo i piccoli pazienti ma anche le loro famiglie in gravosi spostamenti, con costi economici e sociali rilevanti. Sul piano clinico, il Bambino Gesù ha raggiunto in questi anni risultati incredibili nel campo dei trapianti pediatrici, dalle cellule ai tessuti, dal cuore ai polmoni, dalla cornea all’intestino. Nei trapianti di fegato e rene  abbiamo sviluppato il ricorso al donatore vivente – spesso mamma o papà – offrendo una possibile soluzione alla drammatica carenza di organi disponibili soprattutto in ambito pediatrico. Nei trapianti di midollo abbiamo messo a punto una nuova tecnica di purificazione delle cellule che consente di ricorrere con successo ai genitori in assenza di donatore compatibile. Nel 2010, poi, l’impianto del primo cuore artificiale permanente intratoracico su un paziente in età pediatrica. Risultanti impensabili senza un investimento in uomini e tecnologie da destinare alla ricerca (con un Impact Factor più che raddoppiato dal 2008 ad oggi) ed un altrettanto importante investimento nell’organizzazione per far si che il viaggio della conoscenza tra laboratorio e reparto sia sempre più rapido ed efficace.

 Il Bambino Gesù sarà una delle realtà presenti nel padiglione della Santa Sede all’Expò del 2015 dedicato al tema del cibo e dell’alimentazione per tutti: come si caratterizzerà la vostra presenza?

 Profiti: Al momento la partecipazione del Bambino Gesù nel Padiglione della Santa Sede è più un auspicio che una certezza. Stiamo per avanzare una proposta che prova a stare nell’idea caratterizzante della presenza della Santa Sede "Non di solo pane vive l’uomo", coniugandola con l’attività dell’Ospedale ed in particolar modo con quelle patologie pediatriche sempre più importanti per volume e gravità legate ai comportamenti alimentari che, a loro volta, sono espressione e risultato degli stili di vita dei singoli, dei nuclei familiari e dei contesti sociali.

L’Ospedale sostiene diverse missioni internazionali all’estero, in particolare in Libano per l’assistenza ai piccoli profughi siriani: quali risultati per questo impegno in particolare?

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Tags:
salute
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