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Vescovo Crimea: “Ci affidiamo alla Madonna”

Jacopo Romei
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Nel giorno del referendum che ne ha sancito l'annessione alla Russia la preghiera del vescovo ausiliare al cuore immacolato di Maria

Il vescovo ausiliare della diocesi cattolica di Odessa-Simferopoli, responsabile per la Crimea, ha affidato ieri alla fine della Santa Messa tutte le persone che abitano in Crimea alla protezione del Cuore immacolato di Maria.

Abbiamo bisogno di un miracolo
Lo racconta lo stesso vescovo, monsignor Jacek Pyl, all’indomani del Referendum che ha decretato la secessione della Crimea dall’Ucraina. In attesa dei risultati “ufficiali” del Referendum, come scrive Agensir del 17 marzo, la Chiesa cattolica non farà dichiarazioni politiche. Ma chiede l’aiuto e il sostegno spirituale nella preghiera e nel digiuno quaresimale alle Chiese sorelle europee. “Mi sento – confida il vescovo – come Gesù nel giardino del Getsemani. Prego e vivo nella speranza”. “Nella situazione in cui ci troviamo – prosegue mons. Pyl – abbiamo bisogno di aiuto e supporto spirituale, chiediamo preghiera e digiuno quaresimale. Abbiamo bisogno di un miracolo. Abbiamo fede e speranza che Dio governa la storia e guida anche questa situazione. Per la nostra fede, noi confidiamo nella Provvidenza di Dio, che tutto ciò che avverrà, sarà volontà di Dio e non la volontà di governanti e re. È Dio che governa la storia”.

Un referendum netto
Il 96,6 per cento dei crimei, pari a 1,2 milioni di persone, ha votato a favore della riunificazione con la Russia nel Referendum di domenica. Lo ha reso noto con un tweet Mikhail Malishev, capo della commissione elettorale locale, al termine dello scrutinio. Il Parlamento crimeo, come scrive Avvenire il 17 marzo, approverà oggi nel corso di una sessione straordinaria i risultati del plebiscito e, successivamente, chiederà al presidente russo, Vladimir Putin, che accetti la repubblica secessionista in seno alla Federazione Russa. 
 

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