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Quando il magistero cambia

© Philippe NOISETTE / CIRIC
Celebración de una boda en Savigny (Francia)
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Le idee della fede non vengono prima, una volta per tutte come elenco di verità da credere, ma in corso d’opera come conseguenza della fede vissuta dalla Chiesa

Allora, l’indissolubilità del matrimonio cristiano è parte del magistero solenne? No. Non ha mai ricevuto definizione dogmatica. Fa parte invece del magistero ordinario, perciò da credere, ma che può essere messo in discussione. Anche perché su questo la bibbia, come su molto altro, offre sia l’indissolubilità assoluta, (Mc 10,9 e Lc 16,18), come pure le eccezioni all’indissolubilità (Mt 5,32 e 19,9; 1 Cor 7,15). Il magistero perciò non ne ha dato una definizione solenne, ma, dalla lettura complessiva della Bibbia, trae quello che è l’insegnamento più certo possibile, cioè l’indissolubilità. Kasper, quindi, ha tutta la libertà di fare ricerca teologica su questo. Personalmente resto convinto che il matrimonio cristiano sia indissolubile, e che la strada non sia quella del perdono dopo "un tempo di nuovo orientamento e conversione", bensì un’altra fatta di due livelli diversi.

Da una parte il recupero del valore della formazione al matrimonio, essenziale alla Chiesa tanto quanto il sacerdozio, in vista di una maggiore verifica delle condizioni minime di accesso al sacramento. Non è pensabile che per formare un prete ci mettiamo 5 anni (con quali esiti poi?) e per una coppia cristiana tre sere o poco più e poi li mandiamo all’altare. E va detto che ci sono in giro già molte "buone pratiche" diverse, su questo. Secondo. Riprendere la giusta domanda che pone Kasper: in quale luogo si deve pronunciare una sentenza di annullamento? E’ Dio che unisce i due sposi, certo, ma sono loro i ministri del loro stesso sacramento. Entrambe le frasi sono vere, perciò vanno tenute insieme. E allora non è possibile che solo la gerarchia, o solo la coscienza dei due, possa decidere sull’annullamento del sacramento. Fin’ora, invece, nel protocollo sull’annullamento, la coscienza dei due sposi non è mai stata considerata luogo di tale decisione. E attenzione: che la coscienza sia il luogo delle decisioni morali, è sicuramente magistero ordinario, anche prima del Vaticano II, non semplice teologia. Perciò se ne può discutere, ma per ora va creduto e applicato.

Qui l’originale

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