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Manca lavoro? Ci pensa il parroco

© DR
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Don Angelo, parroco di Arosio, ha costituito un fondo di aiuto per far lavorare i giovani del paese

Anche ad Arosio, cinquemila abitanti “nella Brianza del mobile e dell'artigianato”, la crisi si fa sentire. Per cercare di alleviare la situazione è sceso in campo anche don Angelo, da 25 anni parroco nella chiesa dei Santi Nazario e Celso.

“Fra i nostri giovani, ben 38 sono senza lavoro. Non era mai successo qui”, ha spiegato (Tempi, 9 marzo). Parlando con 150 commercianti e piccole e medie imprese del territorio, è emerso che il problema maggiore da affrontare era quello del costo del lavoro, “troppo alto a causa delle tasse e dei contributi”, ha spiegato Pierangelo Torricelli, responsabile della Caritas cittadina.

In questo contesto, don Angelo ha costituito un fondo di aiuto insieme alla Caritas, al Comune e a tutti i cittadini. Con il denaro è stata creata una “dote” che sarà versata alle aziende che assumeranno ragazzi dai 18 ai 29 anni.

“Abbiamo raccolto 36 mila euro, promettendone alle aziende 4 mila per assunzione. Finora abbiamo ottenuto un solo contratto vero e proprio”. Malgrado l’aiuto messo in campo, infatti, molte aziende non riescono ad assumere per via di problemi più profondi: “le banche non pagano, i consumi sono bloccati, la politica non favorisce le aziende”. Per questo si sta imboccando anche il percorso dello stage e della formazione. “Anche permettere a questi giovani di non rimanere 'fermi' è un aiuto”.

Non è la prima volta che don Angelo e i suoi compaesani si mobilitano per venire incontro alle esigenze di chi vive nella zona. Da due anni, ad esempio, dieci famiglie mangiano grazie all’“Orto solidale”.

“Sapevamo che il Comune aveva a disposizione degli orti. Abbiamo richiesto l’accesso al terreno, di dieci lotti in tutto, e l’abbiamo suddiviso. Gli uomini possono così lavorare per dare da mangiare alle proprie famiglie”, ha spiegato il parroco.

Per le donne è stato avviato un altro percorso: “sono mesi che un gruppo di donne sta insegnando ad altre l’arte del taglio e cucito, aiutandole a risparmiare sull’acquisto o sulla riparazione di vestiti, biancheria, tovaglie e lenzuola. L’idea è quella di fondare una cooperativa”.

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