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Sesso e ragazzine: la “prima volta” non conta più niente

HBO
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Un’inchiesta del Fatto Quotidiano ci dice di quattordicenni per cui la verginità è un peso di cui liberarsi

Colpisce il linguaggio così pesante, e anche il fatto che il sesso fatto debba essere urlato ai quattro venti, come se avesse senso solo come esperienza social. Che ne pensa?

Bianchi: Certo, è chiaro che il linguaggio sia così crudo, perché se io all’atto sessuale gli ho tolto qualunque aspetto di sentimento, quello che mi resta è l’atto “brutale”, meccanico. Il linguaggio dunque va a qualificare l’atto meccanico, e quindi io mi ritrovo solo la brutalità, la forza, la potenza, lo schifo. Io l’ho spogliato quell’atto, e quindi quando ne vado a parlare lo faccio in termini che rispecchiano proprio quest’assenza di sentimenti. Tornando al tema che abbiamo toccato prima, quello dell’omosessualità, il grande problema non è se esistano o non esistano ragazzi con tendenze omosessuali, il problema è che i messaggi sociali che mandiamo ai ragazzi sono: “gay è bello e divertente”, mentre “la coppia è una noia”. Questo è l’esempio che diamo. Faccio un esempio datato di qualche anno fa: Le fate ignoranti, il film con Margherita Buy, cosa mostrava? Mostrava che lei e suo marito stavano insieme erano depressi, mentre quando il marito frequentava la comitiva di gay era allegro, sorridente, felice. Questa è l’immagine che diamo. Pensiamo a quando ci fu, una decina d’anni fa, il bacio in pubblico ad un concerto tra Madonna e Britney Spears, un bacio molto appassionato, le ragazzine che nell’arco di una settimana hanno seguito le orme furono centinaia di migliaia, solo in Italia.

Che tipo di messaggi lanciano gli adulti?

Bianchi: Noi adulti lanciamo messaggi che sono paradossali: se fai l’amore con l’altro sesso, il sentimento non serve, invece l’aspetto omosessuale è divertente. Ma in realtà ai minori che sono ancora in cerca di un’identità sessuale non andrebbe suggerito nulla. Loro, con le loro logiche, sbagliate quanto si vuole, fanno una loro crescita, che non deve essere però condizionata dall’adulto. Se le ricerche sull’omosessualità indagassero il numero di ragazzi che hanno avuto solo un’esperienza omosessuale scoprirebbero che sono un numero enorme. Anche tra le bambine questa è diventata un trend, incoraggiata da una “moda”, non da una pulsione.

Si può dire che sono soprattutto le femmine ad aver cambiato atteggiamento nei confronti del sesso rispetto al passato?

Bianchi: Attenzione, prima la donna dava un valore sentimentale all’atto. Quando i ragazzi hanno deciso che non è più così, il linguaggio di conseguenza è diventato un linguaggio crudo, e non può essere diversamente. Nel momento in cui questa cosa equivale a dare due calci al pallone, a farsi una sigaretta, anzi a “farsi un cannone”, tutto viene enfatizzato allo stesso modo. Il problema è che viene enfatizzato con un linguaggio che – e questa è una cosa che i ragazzi non hanno capito, ma soprattutto non l’hanno capita coloro che seguono i ragazzi – questo è un linguaggio che poi diventa un punto di riferimento. Significa che poi la ragazza deve mettere in pratica atti sessuali violenti per poter dire che ha “fatto sesso”. Deve andare con due o tre ragazzi insieme, altrimenti le sue parole sembrano roboanti rispetto alla realtà. Purtroppo le parole che usano conducono alla pratica. Si parla dei 14 anni come momento in cui si perde la verginità
: la realtà è che fin dalla seconda o terza media i ragazzi raccontano a noi psicologi cose che mettono in evidenza due fenomeni. Primo, i ragazzi maschi di 12 anni ci raccontano che le ragazzine li toccano, e questo mostra un’inversione di tendenza. Secondo, tra le ragazze di 14-15 anni abbiamo notato che molte chiedono ai genitori di cambiare scuola, magari lo stesso indirizzo, ma in un’altra zona. Questo avviene perché anche alle medie e al primo anno di liceo sono state estremamente disinibite e disinvolte, e questo ha fatto sì che i ragazzi abbiano continuato a bussare alla loro porta dicendo: ti ricordi di me? Si vergognano in sostanza della ciò che hanno come classica stupidaggine giovanile. Questo ai genitori non lo spiegano, e vengono lasciate lì a vivere un disagio molto forte.

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