Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Il metodo Kasper

AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI
CITE DU VATICAN, Vatican City : German cardinal Walter Kasper walks on St Peter's square during a break of a meeting of a conclave to elect a new pope on March 4, 2013 at the Vatican. The Vatican meetings will set the date for the start of the conclave this month and help identify candidates among the cardinals to be the next leader of the world's 1.2 billion Catholics. AFP PHOTO / ALBERTO PIZZOLI
Condividi

Non si tratta di stiracchiare la teologia per risolvere un problema spinoso

di Roberto Beretta

Un "uno-due" formidabile. In linguaggio pugilistico si chiamerebbe così il doppio colpo che il cardinale Walter Kasper ha assestato negli ultimi due giorni ad alcune posizioni ritenute "intoccabili" su temi particolarmente caldi della Chiesa. Parlo dell’intervista al quotidiano cattolico italiano sul ruolo delle donne nella Chiesa (esse "possono rivestire incarichi di responsabilità… nei Pontifici Consigli, ad esempio": tanto per fare una sola citazione) e parlo del discorso tenuto al recente concistoro e pubblicato l’altro giorno da un altro quotidiano, sulla famiglia e sui sacramenti ai divorziati risposati.

Voglio soffermarmi su questo secondo non tanto per il tema che affronta, quanto per la prospettiva metodologica con cui procede: che è, a mio parere, la vera novità del testo ed apre ad applicazioni praticamente infinite nell’evoluzione della dottrina della Chiesa. Kasper, che è fine teologo, pone anzitutto un’osservazione storica incontrovertibile: "Oggi ci troviamo in una situazione simile a quella dell’ultimo Concilio. Anche allora esistevano, per esempio sulla questione dell’ecumenismo o della libertà di religione, encicliche e decisioni del Sant’Uffizio che sembravano precludere altre vie. II Concilio senza violare la tradizione dogmatica vincolante ha aperto delle porte. Ci si può chiedere: non è forse possibile un ulteriore sviluppo anche" in altre questioni?

Su questa base il cardinale ritiene lecito esaminare in modo evolutivo la situazione che lo occupa e ipotizza due soluzioni; per i "divorziati risposati in coscienza soggettivamente convinti che il loro precedente matrimonio non è mai stato valido", la possibilità che i loro casi vengano esaminati e sciolti – anziché dalla Sacra Rota, dunque in via giudiziale – da un penitenziere o vicario episcopale, perciò in via pastorale e alla stregua di quanto si fa per il peccato dell’aborto; per coloro che invece hanno contratto matrimonio cattolico valido a tutti gli effetti e ora ne vivono un altro civile, la possibilità che – dopo "un tempo di nuovo orientamento, di metanoia" – possano confessarsi e ricevere di nuovo la comunione.

Ambedue le soluzioni – non nascondiamocelo – sono due "bombe", rispetto all’attuale prassi pastorale e anche alla dottrina; le discussioni su di esse sono dunque più che lecite e le perplessità sugli effetti pure. Ma – come dicevo all’inizio – a me interessa sottolineare qui la novità metodologica del procedimento proposto da Kasper: non si tratta cioè di stiracchiare la teologia per risolvere un problema spinoso, ma al contrario è il problema oggettivo che fa da spunto per "cambiare" la teologia stessa. Meglio: si tratta di "usare" la difficoltà per "strizzare" dalla teologia tradizionale ciò che essa non aveva ancora imparato a dire.

E’ quanto – mi sembra – lo stesso Kasper afferma in conclusione del suo ricco intervento: "Non possiamo fare riferimento all’una o all’altra interpretazione storica, che rimane sempre controversa, e nemmeno replicare semplicemente le soluzioni della Chiesa dei primordi nella nostra situazione, che è completamente diversa. Nella mutata situazione attuale possiamo però riprenderne i concetti di base e cercare di realizzarli al presente, nella maniera che è giusta ed equa alla luce del Vangelo".Un principio metodologico che si allontana sia dal formalismo dei tradizionalisti, sia dalle utopie dei progressisti; ma che ci aiuta ad accettare una Chiesa che cambia nella storia.

Qui l’originale

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni
I lettori come te contribuiscono alla missione di Aleteia.

Fin dall'inizio della nostra attività nel 2012, i lettori di Aleteia sono aumentati rapidamente in tutto il mondo. La nostra équipe è impegnata nella missione di offrire articoli che arricchiscano, ispirino e nutrano la via cattolica. Per questo vogliamo che i nostri articoli siano di libero accesso per tutti, ma per farlo abbiamo bisogno del vostro aiuto. Il giornalismo di qualità ha un costo (più di quello che può coprire la vendita della pubblicità su Aleteia). Per questo, i lettori come TE sono fondamentali, anche se donano appena 3 dollari al mese.