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Diventare padre in età avanzata: ecco i rischi per i figli

© DR
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Uno studio effettuato in Svezia dimostra una correlazione tra l’età dei padri e disturbi psichiatrici o comportamentali nei figli

Non colpisce anche molto la varietà dei disturbi accomunati in questa ricerca?

Toro: Sì, può darsi. Ci fa pensare che quello che aumenta è la vulnerabilità, e il bambino si trova di colpo nelle regole, e allora o diventa fobico, oppure reagisce con l’impulsività ed iperattività. Quindi evade un po’ le regole diventando un po’ autocefalo, autarchico, il che non va bene perché sviluppa un’autostima negativa. L’autostima non si costruisce a casa, ma nel sociale, quindi un bambino troppo viziato poi nel sociale non si sa far valere, perché non ha mai vissuto una frustrazione in vita sua. Non è un bambino che ha fatto un pianto, e ha capito che il pianto dura 10 minuti e poi passa. Se tu il pianto non glielo fai mai fare, poi quando lo fa non smette più, perché non ha imparato a regolarsi. L’autorità è poi quella che domina sul tempo. Se ci pensiamo simbolicamente il padre di tutti gli dei è Chronos, è il tempo, l’autorità che domina sulle altre, che dà i tempi.

Nella sua esperienza di psicoterapeuta dunque ha già vissuto quello che ci dice questo studio?

Toro: Io le dico la verità. Ho 43 anni, quando ho cominciato ero una ragazza e vedevo moltissimi pazienti adulti, con disturbi di panico, depressione, le cose classiche che studia un terapeuta. Vedevo pochi bambini. Oggi, se le dico la verità, i miei pazienti sono quasi tutti bambini, con i disturbi più vari, da ADHD. In questo momento ho in terapia una bambina, assolutamente priva di regole, in cui l’ADHD è dovuta non tanto ad un’anomalia cerebrale, ma ad una mancanza di contenimento e di controllo. La cosa tragica è che sono tanti. Io ho un numero enorme di bambini che si rifiutano di andare a scuola. Il genitore anziano ti chiede “ma è normale che il bambino dorma con me?”, tu gli dici “no, non è normale, deve dormire nel letto suo”, perché le regole riguardano spazio e tempo. E il genitore ti risponde “e ma non vuole!”, io mi sento dire queste cose. Veramente, a casa regna la volontà del bambino, poi fuori casa non è così, e quindi il bambino ha degli scompensi.
 

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