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“Io, ambasciatore di Dio in mezzo alla rivoluzione”

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SERGEI SUPINSKY / AFP

Aleteia - pubblicato il 03/03/14

Da Kiev le parole di padre Dymyd, il cappellano di piazza Maidan che porta la preghiera tra i manifestanti

I "plotoni celesti", le ragioni della rivoluzione e l’educazione alla libertà. Padre Michajlo Dymyd, sacerdote greco cattolico di Leopoli, ribattezzato “il cappellano di piazza Maidan”, racconta ad Aleteia gli ultimi giorni della rivoluzione ucraina, le sue aspettative e soprattutto cosa gli sta veramente a cuore di questa drammatica vicenda.

Padre Dymyd ci può raccontare questi ultimi giorni di rivolta?

Dopo i bagni di sangue di qualche giorno fa, adesso la gente sta provando a ritrovare sè stessa. Quello che si può vedere oggi sulla piazza sono centinaia di migliaia di uomini e donne che hanno negli occhi la tristezza ma anche tante domande sul loro futuro. Ci sono poi le persone che vengono a portare i fiori in memoria dei caduti. I ragazzi che si sono immolati per la libertà dell’Ucraina sono chiamati "plotoni celesti" perché la gente veramente crede nel loro sacrificio, non solo umano, ma anche come sacrificio accettato dal Signore.

Perché per lei è stato importante stare in piazza tutti i giorni? Qual è stata la sua esperienza in mezzo ai manifestanti?

Io vado lì innanzitutto per pregare e poi per sostenere la gente. La aiuto a tenere in mente il vero motivo della lotta: la libertà e la dignità. E come si può raggiungere questo? Con mezzi diversi dal Vangelo? No! Amare il prossimo, anche il nemico! La cosa importante è identificare il male e distruggere tutti i segni del male.  Se penso alla cosa più bella, mi viene in mente la preghiera: quando uno pregava, tutti pregavano sulla piazza, e questo non disturbava nessuno… l’ateo poteva anche essere sulla piazza e non era disturbato dalla preghiera del sacerdote. Tutti partecipavano, ognuno nel suo modo. Ed era chiaro che lo Spirito agiva sulla gente perché tutti capivano la preghiera dell’altro, anche se detta in maniera incomprensibile e con gesti normalmente non accettati.

Un’altra cosa che mi ha colpito è che sono stato ben voluto dalla gente. Ci sono persone che addirittura mi hanno detto che senza i sacerdoti non ci sarebbe vittoria! Dunque io ero lì come ambasciatore del Signore anche perchè potevo battezzare, fare la cresima, sposare, pregare per i defunti, dare l’assoluzione dei peccati a quelli che erano prossimi alla morte e potevo visitare i malati. 

Il presidente Yanukovych era stato eletto democraticamente, ora invece è stato "deposto". Questo gesto è realmente utile per il bene del Paese? Non rischia di creare un vuoto di potere e una conseguente anarchia?

Io penso che Yanukovych è stato eletto democraticamente ma attraverso dei brogli elettorali perché è molto strano che abbia ricevuto così tanti voti. Ma il giusto paragone da fare è con Hitler. Anche lui è stato eletto ed era cancelliere della Germania di quel tempo. Poi sappiamo come è andata a finire…Il problema del vuoto di potere è quasi risolto perché il parlamento ha già fissato le elezioni presidenziali. Tra qualche mese ci sarà un nuovo presidente eletto democraticamente.

Alcuni sostengono che il nuovo governo "rivoluzionario" dell’Ucraina è in mano a fascisti e neonazisti, quanto c’è di vero in questo rumors?

Il popolo ucraino è pacifico e non avrà nessun estremismo. Ma la cosa da chiarire è il concetto di nazionalismo. Qui in Ucraina il patriottismo è chiamato nazionalismo quindi il nazionalista non è estremista! Vuole solo il bene della sua patria e non il male della patria altrui. L’Ucraina è uno stato giovane, ha 22 anni e ha vicino a sè la Polonia che accetta e aiuta la proclamazione dello stato ucraino. Poi purtroppo ci sono nazioni come la Russia che cercano di opporsi all’indipendenza e alla libertà.



Come immagina il futuro di questa nazione?

Un popolo di schiavi ha bisogno di diverse generazioni per uscire da questa condizione. C’è in corso una grande sfida rivolta agli intellettuali, ai mass media, alle istituzioni, alle chiese: aiutare ogni ucraino a essere libero, a imparare a conoscere la libertà. E il ruolo dell’Europa è fondamentale. Sono però consapevole che ci sarà molto lavoro da fare per tornare alla normalità, soprattutto sotto l’aspetto culturale e di mentalità. Per questo io credo che quando l’ultimo monumento di Lenin sarà distrutto… ecco solo allora il nostro popolo inizierà a concepirsi in piena libertà.

Quale responsabilità ha ora la Chiesa nel suo paese? E’ necessario che educhi i suoi figli alla libertà…

S. Agostino diceva “Il mio cuore non avrà pace finché non ti troverà Signore”. La chiesa deve parlare del senso vero della libertà: poter fare il bene. Se io faccio il bene sono libero. Se non voglio fare il bene non sono libero. E quando può esserci la libertà? Quando sei in rapporto con il tuo Creatore, perché libertà è andare verso il Creatore perché siamo stati voluti per Lui. Ognuno deve farsi questa domanda: io sono libero? Cosa ho fatto per il prossimo? Sono in rapporto con il mio Creatore? Ecco questa è la libertà a cui la Chiesa deve educare.

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