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Come dico che sono cristiano?

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Amando ogni giorno, con l'azione trasformatrice, con l'annuncio esplicito di Gesù in quanto Chiesa

A volte vorrei esprimere ciò che mi rende felice, gridare la buona novella, comunicare il tesoro che ho scoperto nel Vangelo, ma qualcosa mi frena… Ci sono molti modi di mostrare il proprio cristianesimo; un modo di base è vivere amando, gli altri, il mondo, la nostra storia, la natura… l'Altro. È la risposta che ha offerto il professor Amadeu Bonet il 22 febbraio al terzo incontro dell'Area di evangelizzazione della diocesi di Lérida (Spagna), intitolato “Come dico che sono cristiano?”.

Dico che sono cristiano “attraverso la mia vita di ogni giorno, l'azione trasformatrice lavorando gomito a gomito con tutti coloro che desiderano un mondo nuovo in cui sia possibile la vita realmente umana”; amando e nella Chiesa, ha spiegato Bonet.

Dire che si è cristiani implica il fatto di “essere disposti a dare ragione della nostra speranza”, ha aggiunto, sottolineando l'importanza di accompagnare l'azione con le parole, l'importanza dell'annuncio esplicito di Gesù, della nostra parola come Chiesa, come comunità.

Anche l'arte può essere un modo concreto di amare, di dire, di fare, “mettendo al servizio delle persone, delle collettività, un dono ricevuto, un modo diverso di vedere e interpretare la realtà, la sua bellezza, la sua profondità”, ha proseguito.

Allo stesso tempo, Bonet ha invitato a prendere coscienza del fatto che chi ascolta o riceve la mia testimonianza è “una persona libera, di accogliere o no, di ascoltare o no, di vedere o no…: Gesù stesso si è trovato di fronte alla durezza di cuore, degli orecchi, alla miopia spirituale dei suoi contemporanei”.

Evangelizzando, ha detto, si vuole mettere una persona in relazione con Gesù, con una Buona Novella che deve essere vissuta in prima persona: “nessuno può farlo per me”.

Bonet ha quindi rimarcato l'importanza della creatività per “dire meglio la Buona Novella di Gesù”, e ha chiesto: “Quando è stata l'ultima volta in cui hai fatto qualcosa per la prima volta?”.

Ha infine proposto alcuni antagonismi per suggerire un determinato atteggiamento al momento di presentarsi come cristiano e di evangelizzare: Dio Padre e Madre che ci ama contro Dio suocera; “Nel mondo c'è molta bellezza e bontà, Dio è presente in esso” contro il mondo come nemico; “Un altro mondo è possibile” contro il “Non c'è niente da fare”.

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

 

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