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Papa Benedetto: “La mia rinuncia è valida. Assurdo speculare sulla mia decisione”

© Servizio Fotografico OR / CPP
Imagen del consistorio en el que el Papa Benedicto XVI anunció su renuncia, 11 de febrero de 2013
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Ratzinger risponde alle domande del vaticanista Andrea Tornielli circa le sue dimissioni dell'11 febbraio 2013

Sulle dimissioni, senza precedenti nella storia della Chiesa per modalità e conseguenze, di Benedetto XVI l'11 febbraio 2013, assistemmo come tutti alle più incredibili teorie. Dallo scandalo Vatileaks ai più improbabili complotti e cospirazioni.

Poichè la verità è più dirompente quanto più è semplice, ad un anno da quella decisione e a pochi giorni da un altro anniversario, quello della fine del pontificato “attivo” di Ratzinger, il diretto interessato, sollecitato da una lettera del vaticanista Andrea Tornielli ha voluto respingere ogni ombra sulla sua decisione spiegando che «Non c’è il minimo dubbio – scrive Ratzinger nella sua lettera a Vatican Insider – circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino. Unica condizione della validità è la piena libertà della decisione. Speculazioni circa la invalidità della rinuncia sono semplicemente assurde». E – come ricorda lo stesso Tornielli – era noto che “la possibilità di dimettersi fosse tenuta in considerazione da molto tempo alle persone più vicine a Ratzinger, e da lui stesso confermata nel libro intervista con il giornalista tedesco Peter Seewald («Luce del mondo», 2010)”. Il Papa emerito riprende: «Se un Papa si rende conto con chiarezza che non è più capace, fisicamente, psicologicamente e spiritualmente, di assolvere ai doveri del suo ufficio, allora ha il diritto e, in alcune circostanze, anche l'obbligo, di dimettersi».

Molto interessante anche il commento che Ratzinger ha voluto dare circa l'abito bianco e la conservazione del nome: «Il mantenimento dell’abito bianco e del nome Benedetto – ha scritto – è una cosa semplicemente pratica. Nel momento della rinuncia non c’erano a disposizione altri vestiti. Del resto porto l’abito bianco in modo chiaramente distinto da quello del Papa. Anche qui si tratta di speculazioni senza il minimo fondamento».

A riprova che non ci si trova nell'insolita condizione di avere due papi in possibile contrasto, è stata data sabato scorso quando nel giorno del Concistoro, Benedetto XVI si è seduto tra i cardinali vescovi senza chiedere un posto d'onore e quando Francesco all'inizio e poi alla fine della cerimonia gli si è avvicinato per salutarlo e abbracciarlo, Benedetto si è tolto dal capo lo zucchetto certo per riverenza, ma anche per attestare (e forse ribadire?) pubblicamente che il Papa è uno solo. 

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