Aleteia
domenica 25 Ottobre |
Sant'Antonio Maria Claret
Chiesa

La resurrezione dei dannati

David Davis

Aleteia - pubblicato il 25/02/14

Ci sarà un giudizio per tutti, un giorno

di padre James V. Schall

“Una filosofia che eviti il problema del male – rimprovera un aforisma di Nicholás Gómez Dávila – è una favola per bambini ingenui”. Ma se andiamo a confrontarci con questo famoso “problema” per fugare ogni sospetto di ingenuità, andiamo incontro alla questione dell’appropriata punizione per il male.

Dobbiamo anche capire se ciò che riconosciamo come “bene” sia in realtà “male” o se ciò che definiamo “male” possa essere considerato “bene” o regolamentato verso il bene. Platone ci ha più volte insegnato, attraverso ogni sua opera, che non tutti i mali sono puniti in questo mondo, così come non tutte le buone azioni vengono opportunamente ricompensate. Ne consegue che, se l’anima non fosse immortale, i malvagi di solito riuscirebbero a scamparla. Molte buone azioni invece non verrebbero ripagate. Questa situazione è tollerabile a livello intellettuale? E se non lo fosse, quali potrebbero essere le conseguenze nell’affermare che alla fine tutte le cattive azioni di cui non ci si è pentiti saranno punite? E quale sarà la punizione?

Perché se ci si pente della cattiva azione non si viene puniti? Ovviamente, bisogna collegare chi è punito con l’atto che richiede la punizione. Questa relazione implica che la persona colpevole debba essere libera di fare o non fare quello per cui sarà punita. Se si è semplicemente “obbligati” a fare qualcosa, è ovvio che sia ingiusto essere puniti. Ma la parola “ingiusto” non ha significato in un mondo senza libertà. In un mondo relativista, nulla può essere definito giusto o sbagliato a meno che non siamo noi stessi a metterla in questi termini. Questa posizione rende tutto convenientemente soggettivo. Se ogni cosa che facciamo è giusta perché siamo noi a farla, nessuno può fare niente di sbagliato. Così qualunque punizione, in un mondo di questo tipo, sarà ingiusta – qualsiasi sia l’accezione della parola “ingiusto” in un mondo in cui ogni cosa accade perché doveva accadere.

Nell’interpretazione comune, le differenze tra bene o male, tra ciò che è giusto o ingiusto, non sono soggettive; siamo noi ad inventarle. Queste differenze ci indicano come sono le cose, come dobbiamo essere e come dobbiamo vivere. Dávila lascia intendere che fallire nel considerare le implicazioni del male sia un problema serio che comporta delle conseguenze di cui dovremmo preoccuparci. Dobbiamo “esaminare” le nostre vite alla luce di ciò. Molto spesso, falliamo nel considerare il male e le sue conseguenze perché non vogliamo smettere di fare ciò che è sbagliato immaginando che non pensando al male e alle sue conseguenze, tutto si possa risolvere. Non è così. E questa preoccupazione per qualcosa di male resta nelle nostre anime e non può aiutarci ma solo confonderci, turbarci.

Permettetemi di affrontare questo argomento da un diverso punto di vista: la mia preoccupazione è rivolta soprattutto alla resurrezione dei dannati. Perché la nostra anima non ci abbandona e basta? Perché non muore e scompare? Perché deve essere “resuscitata” assieme al corpo? Alcuni sostengono che l’inferno sia vuoto, e che quindi queste siano domande irrilevanti. Ma questa visione delle cose sembra ignara del preoccupante primato detenuto dal male causato dall’uomo in questo mondo.

Se le nostre cattive azioni non hanno conseguenza alcuna, banalizziamo ogni sforzo morale o di grazia. Se ognuno è semplicemente “salvato”, non importa che cosa fa o in che cosa crede, che differenza fanno le nostre azioni? Ma, per iniziare, voglio far presente che è una buona cosa essere preoccupati per tali questioni che sono apparentemente lontane ed inverosimili. Come appare evidente, non sono né lontane né inverosimili. Senza di loro, non possiamo comprendere appieno cosa siamo.

  • 1
  • 2
  • 3
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Tags:
religioneresurrezione
Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Camille Dalmas
Il montaggio dietro alla discussa frase del p...
Gelsomino Del Guercio
Scomunicato Vlasic, ex padre spirituale dei v...
POPE FRANCIS AUDIENCE
Gelsomino Del Guercio
La fake news sul Papa che giustifica le union...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
fedez don alberto ravagnani
Gelsomino Del Guercio
Fedez e don Alberto Ravagnani: confronto su s...
Padre Fortea exorcista
Francisco Vêneto
Il demonio e le chiese date alle fiamme: per ...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni