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Giustizia, amore e sofferenza di Dio

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Dimensione Speranza - pubblicato il 21/02/14

Tipico della concezione biblica della giustizia è che essa non corrisponde a un atteggiamento di asettica oggettività, ma è impegno appassionato del giudice in favore di colui il cui diritto è calpestato

di Luciano Manicardi

Dio si manifesta, con il suo Spirito, come colui che è in comunione profonda con l’intera creazione e soprattutto con la persona umana. Lo Spirito di Dio fa sì che Dio non stia fuori del raggio della sofferenza umana. Lo Spirito esprime l’intenzionalità di Dio, tutta rivolta all’uomo e alla storia e al mondo; designa la preoccupazione di Dio per il mondo. Ne derivano, per la concezione biblica della giustizia di Dio, alcuni caratteri del suo patire: sofferenza di fronte all’ingiustizia; con-sofferenza di fronte all’oppresso; sofferenza di fronte al fallimento dell’uomo.

Che rapporto vi è tra la giustizia di Dio, così spesso affermata nella Scrittura, e la sofferenza? Può essere utile cercare di comprenderlo partendo da una riflessione sullo Spirito di Dio. Nell’AT lo Spirito (ruach) santo, lo Spirito di Dio, designa la libera volontà di Dio di entrare in relazione e comunione con la creazione, soprattutto con gli uomini e anzitutto con Israele.

Il termine ruach ha senso solo relazionale: la ruach di Dio non è un’entità a se stante, ma esprime la presenza attiva del Dio trascendente. Il significato primitivo del termine è quello di "aria", "atmosfera", "spazio", "vuoto", "spazio vitale", tuttavia, il vocabolo mostra anche un altro significato: "pathos", "emozione", "passione". Abbinato ad altri termini indica particolari emozioni come "amarezza" (Gen 26,35), "dolore" (Pr 14,10), "esasperazione" (Es 6,9), "afflizione" (1Sam 1,15)…

Anche applicato a Dio questo vocabolo può significare "pathos". In Is 63,10 si dice che i figli d’Israele «si ribellarono a Dio e contristarono il suo santo Spirito». Qui la ruach di Dio è lo spirito che può essere toccato dal dolore, è vulnerabile. Il profeta può essere chiamato ish ha-ruach, «uomo dello Spirito» (Os 9,7), cioè del pathos divino, che condivide il pathos divino. Pathos che è la volontà di Dio di partecipare con compassione alle sofferenze dell’uomo. Dio «prende così sul serio gli uomini, che egli soffre con loro e nei loro peccati viene ferito nel suo amore» (Jürgen Moltmann).

Lo Spirito di Dio fa sì che Dio non stia fuori del raggio della sofferenza umana. Lo Spirito esprime l’intenzionalità di Dio, tutta rivolta all’uomo e alla storia e al mondo; designa la preoccupazione di Dio per il mondo. Questa rivelazione, presente soprattutto nei libri profetici, mostra che il rapporto di Dio con il mondo è di interessamento e di compassione. Alla luce della compassione di Dio si comprende anche la sua ira: la collera di Dio nasce dalla sollecitudine divina per l’uomo: ira e compassione sono correlate. Abacuc dice: "Nell’ira ricordati di avere clemenza» (Ab 3,2). L’ira di Dio esprime la sua sofferenza di fronte al male: essa va letta come manifestazione dell’amore di Dio ferito dall’ingiustizia umana, come sdegno di fronte alla catastrofe del peccato, dell’oppressione, del male. E non è una reazione emotiva o irrazionale di Dio, ma tende a ristabilire la giustizia.

Possiamo verificare tutto questo nella concezione che la Bibbia presenta della giustizia di Dio. Apparirà che la giustizia di Dio si declina come:

  1. sofferenza di fronte all’in-giustizia;
  2. con-sofferenza di fronte all’oppresso;
  3. sofferenza di fronte al fallimento dell’uomo.

1. Tipico della concezione biblica della giustizia è che essa non corrisponde a un atteggiamento di asettica oggettività, ma è impegno appassionato del giudice in favore di colui il cui diritto è calpestato. «Nella Bibbia il giudice non è soltanto una persona che ha la facoltà conoscitiva di esaminare un caso e pronunciare una sentenza; è anche una persona che soffre e pena di fronte all’ingiustizia» (A. J. Heschel). La Bibbia, che crede che Dio è «il giudice giusto» (Sal 7,12), afferma che Dio manifesta questa sua giustizia con l’ira: «Dio è giudice giusto, ogni giorno si accende il suo sdegno».

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giustiziamalesofferenza
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