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Corea del Nord. Un nuovo terzo reich?

© KNS / KCNA / AFP
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Testimonianze dirette e giudizi politici sulla nazione più controversa al mondo

Aleteia propone un ampio excursus sulla Corea del Nord: fatti, opinioni, racconti su una nazione che da più di 50 anni divide il mondo intero.

Per osservare da vicino la situazione politica nord coreana occorre entrare dalla "porta di servizio", analizzando i rapporti tra il regime e l'alleato più vicino: la Cina. Aleteia propone un'intervista a Giorgio Cuscito, studioso di geopolitica cinese e collaboratore di Limes – rivista italiana di geopolitica.

 

Che ruolo ha la Cina come mediatore tra l’occidente e la Corea del Nord?
 
La Cina è senza dubbio il più importante alleato della Corea del Nord, il suo principale difensore quando è criticata dal resto della comunità internazionale. Si pensi all’anno scorso quando si è alzata la tensione tra Pyongyang e Seul a causa dei test nucleari eseguiti dalla prima. Inoltre, poco fa Pechino ha preso le sue difese dopo la pubblicazione del rapporto delle Nazioni Unite in merito ai diritti umani in Corea del Nord.
Secondo quanto afferma il rapporto delle Onu, in Corea sono stati eseguiti una serie di crimini contro l’umanità. Anche se a questo proposito la commissione non ha potuto verificare direttamente perché gli è stato negato l’accesso al paese, quindi il rapporto è stato realizzato sulla base di una serie di testimonianze raccolte in maniera privata per evitare eventuali ritorsioni.

Inoltre la commissione ha chiesto alle Nazioni Unite di riportare la questione alla Corte Penale Internazionale, per porre sotto processo il leader della Corea del Nord Kim Jong Un come diretto responsabile.
La Corte Penale Internazionale si occupa di crimini contro l’umanità quando riguardano i paesi firmatari dello Statuto, a meno che le Nazioni Unite, in particolare il Consiglio di Sicurezza, non si rivolga direttamente al tribunale. Tuttavia, il Consiglio di Sicurezza deve votare questo provvedimento all’unanimità. Quindi con il consenso della Cina.
Pechino ha già precedentemente affermato che non avrebbe approvato alcun tipo di accusa contro la Corea del Nord in merito alla tutela dei diritti umani. Secondo quanto riporta la portavoce del governo cinese Hua Chunying non migliorerebbe le condizioni nel paese.

Pechino ritiene che è possibile affrontare il tema dei diritti umani mediante il dialogo. E' chiaro che la Cina teme di rimanere coinvolta poiché il rapporto afferma che la Repubblica Popolare Cinese ha rifiutato di aiutare la commissione durante i lavori: le Nazioni Unite avevano chiesto a Pechino di poter consultare degli esperti cinesi relativamente alla Nord Corea e la Cina si è astenuta.

E’ realistico pensare che la Cina voti in un Consiglio di Sicurezza dell’ONU contro un suo alleato?

E’ altamente improbabile. L'alleanza con la Corea del Nord è importante in funzione anti Usa, visto che la Corea del Sud è un alleato di Washington e sede di numerose basi militari americane. Pyongyang tiene lontano gli americani dai confini della Rpc e pertanto va sostenuta.

Pechino può aiutare in qualche modo la Corea a migliorare la propria situazione in tema di diritti umani?

Senza dubbio. Pechino può chiedere a Pyongyang di migliorare le condizioni interne, così da evitare processi internazionali. Può convincere la Corea del Nord a migliorare la condizione dei detenuti e più in generale la condizione dei propri cittadini. Del resto la Cina era già intervenuta anche durante l’ultima crisi tra le due Coree per spingere Pyongyang e il suo giovane leader Kim Jong Un a trovare un compromesso ragionevole. Non conviene neanche a Pechino avere un alleato che crea così tanti problemi sul piano internazionale.

Quali conseguenze avrà il rapporto della commissione dell’ONU sugli equilibri geopolitici futuri a livello internazionale?

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