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Il Vaticano e i vescovi aprono a Renzi: “speriamo, con l’aiuto di Dio”

© TIZIANA FABI / AFP
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L’auspicio è di poter realizzare il programma molto impegnativo annunciato nell’interesse del Paese. Attenzione a lavoro e famiglia

"Che Dio l'aiuti!": è l'augurio quasi paterno al presidente del Consiglio incaricato Matteo Renzi da parte del segretario di Stato della Santa Sede, mons. Pietro Parolin, prossimo a ricevere la berretta cardinalizia nel concistoro del 22 febbraio. Parolin, il 18 febbraio, ha guidato al delegazione vaticana al ricevimento organizzato in occasione della ricorrenza della firma dei Patti Lateranensi dall'ambasciatore italiano presso la Santa Sede, Francesco Greco, e, in questa occasione, rispondendo alle domande dei giornalisti ha espresso l'auspicio che il segretario del Pd che sta svolgendo in queste ore le consultazioni per formare il nuovo governo, possa riuscire nel suo intento e realizzare l'ambizioso programma di riforme annunciato, soprattutto avendo a cuore le priorità di lavoro e famiglia.

"Il nostro auspicio — ha detto il nuovo braccio destro di Bergoglio — è che il futuro governo possa realizzare il programma, che mi pare un programma molto impegnativo. Spero che con l’aiuto di Dio lo possa fare. Abbiamo parlato soprattutto del Paese, dei suoi problemi, delle sue varie potenzialità. Il tessuto Italia tiene. Ci sono molte famiglie, persone, giovani, anziani che danno un contributo fondamentale alla sviluppo della vita del Paese" (La Repubblica 19 febbraio).

Considerata la situazione istituzionale italiana con il cambio di governo in atto, nel bilaterale tra le due delegazioni che si svolge sempre in questa occasione, non si è entrati nello specifico delle situazioni che riguardano Stato e Chiesa. A Enrico Letta, accompagnato dai ministri Alfano, Bonino e Patroni Griffi, la delegazione ecclesiastica (con Parolin sedevano, per il Vaticano, il sostituto Angelo Becciu e il «ministro» degli esteri Dominique Mamberti e, per la Conferenza episcopale italiana, il presidente Angelo Bagnasco e il neosegretario Nunzio Galantino) non ha mancato di esprimere apprezzamento per il lavoro svolto, mettendo poi l’accento sui temi più urgenti per la Chiesa: "famiglia e lavoro" appunto (Corriere della Sera 19 febbraio).

L'atteggiamento prevalente sembra quello di una "apertura di credito" verso il tentativo del presidente del consiglio incaricato, anche da parte dei vescovi italiani. Con attenzioni precise, di nuovo, da avere come riferimento: "Per ogni rinnovamento abbiamo il diritto di avere delle attese — ha detto ieri il nuovo segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino — . Per quanto ci riguarda le attese forti sono per la famiglia e per il lavoro. Il governo dovrà anche operare per un riequilibrio delle realtà che costituiscono la società, evitando ideologismi, a partire dalla famiglia" (La Repubblica 19 febbraio).

L'apertura di credito per il tentativo di Renzi guarda ovviamente all'interesse del Paese, avvilito da una fase economica molto difficile, nella quale oltre alla mancanza di lavoro, come ha sottolineato lo stesso Renzi accettando l'incarico, il problema è anche l'incombente "rassegnazione". E' necessario, quindi, un messaggio di speranza che passi attraverso provvedimenti concreti che diano respiro alla vita delle persone. A chi gli domandava se fosse ottimista, Parolin ha risposto: "Il cristiano deve essere sempre ottimista, naturalmente ci sono difficoltà ma anche solidità che danno speranza" (Tmnnews 18 febbraio).

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