Il Continente Nero continua a crescere dal punto di vista della sua popolazione, una opportunità per i suoi abitanti
Il Continente Nero continua a crescere dal punto di vista della sua popolazione, una opportunità per i suoi abitanti
È bene rammentare che nel 1960 questo continente contava circa 284 milioni di abitanti, mentre oggi sono oltre un miliardo (circa 1.123.800.000 abitanti). Se l’Italia fosse cresciuta allo stesso ritmo oggi gli italiani sarebbero 185 milioni! Tra l’altro – in particolare nella zona Subsahariana – vi è un’enorme popolazione giovanile, (circa il 60% della popolazione con meno di 25 anni). Questa crescita esponenziale non può, però, essere, valutata solo in termini quantitativi. Infatti, l’aritmetica, in questo caso, non può prescindere dal dato qualitativo. Le stime degli esperti delle Nazioni Unite indicano che in Africa si registrerà un graduale e costante aumento della popolazione in età lavorativa. Nel frattempo, si ridurranno le fasce passive, sia quella troppo giovane, che quella troppo anziana, per essere considerate produttive. Un destino opposto a quello dei paesi occidentali, che saranno abitati da una popolazione sempre più anziana. Lo si evince dal cosiddetto “dependence index”, un indicatore che misura la percentuale delle persone di età inferiore ai 15 anni e superiore ai 64, rispetto alla fascia lavorativa. Se, ad esempio, l’indicatore misura il 70%, significa che ci sono 70 bambini/anziani ogni 100 persone in età lavorativa. Più alto è questo indicatore, maggiore è il numero di coloro che vivono in una condizione di dipendenza. Ebbene, nel 2010, il continente con il dependence index più alto era proprio l’Africa, con 80 persone in età non attiva (in gran parte minori) su 100 in età lavorativa. Di converso, l’Europa in quell’anno vantava un indice del 47%. L’Onu, però, prevede un ribaltamento in poco meno di un secolo. L’Africa diventerà così il continente per eccellenza della produttività, con un indice del 56% contro l’82% del Sud America e l’80% del Vecchio Continente. Da rilevare che già nel 2010, gli africani erano un miliardo, mentre gli europei risultavano essere 740 milioni. Nel 2100, invece, gli africani dovrebbero essere più di 4 miliardi, mentre l’Europa dovrebbe decrescere attestandosi attorno ai 639/650 milioni. L’Asia, invece, raggiungerà il suo picco tra circa 50 anni, con poco più di 5 miliardi di persone, per poi iniziare gradualmente a calare.