Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
domenica 29 Novembre |
San Francesco Antonio Fasani
home iconChiesa
line break icon

Dromedari addomesticati “postdatati”? Il sacro della Bibbia è altrove

DR

Emanuele D'Onofrio - Aleteia - pubblicato il 15/02/14

La ricerca di due israeliani evidenzia la presenza dei camelidi in testi sacri che narrano di un tempo ben anteriore al loro arrivo in Palestina

A volte, a dir la verità spesso se si parla di Scritture, le novità sanno di vecchio. Oppure, più probabilmente, la falla è nel modo in cui queste presunte scoperte vengono presentate. Questo sembra proprio essere il caso della ricerca condotta da due archeologi dell’Università di Tel Aviv e pubblicata dal Journal of the Institute of Archeology of Tel Aviv University – ripresa venerdì dal sito italiano del National Geographic – nella quale emerge come alcuni passi della Genesi, del Pentateuco e di altri libri dell’Antico Testamento, situino i “cammelli” (chiamati così, in realtà riferendosi ai dromedari, cioè ai camelidi ad una sola gobba) in un tempo molto anteriore al loro effettivo arrivo in terra d’Israele, collocato tra il 930 e il 900 a.C. Secondo alcuni, tra i quali appunto il sito che pubblica la notizia, questa tesi metterebbe in crisi la datazione “tradizionale” delle Scritture, secondo la quale i fatti narrati in quei passi sono da collocare in un periodo che va tra il 2000 e il 1500 a.C.; ma soprattutto, secondo un principio di causalità tutto da dimostrare, metterebbe in crisi la loro veridicità. Questa impostazione, tuttavia, rivela un approccio esegetico ormai superato dalla maggior parte dei biblisti. Per approfondire la questione Aleteia ha intervistato Ida Oggiano, archeologa esperta del Vicino Oriente, e tra le altre cose docente presso il Pontificio Istituto Biblico, e il professor Giovanni Rizzi, docente di Sacra Scrittura nella Pontificia Università Urbaniana.

Che valore assegna a questa ricerca che arriva da Israele?

Oggiano: Questa è una questione molto ampia e complessa che riguarda il rapporto tra teologia e testo biblico. È un rapporto molto controverso, nel senso che a lungo si è cercato di dimostrare attraverso la Bibbia che le Scritture dicevano il vero; quindi, quando si scavava, si diceva di aver trovato conferme nella Bibbia. In realtà, per esempio rispetto a questa notazione sull’introduzione dei cammelli, già il grande storico Mario Liverani nel suo libro Antico Oriente indica chiaramente che questo tipo di animale è introdotto piuttosto tardi. Perché i cammelli vengono introdotti e utilizzati per attraversare i deserti grossomodo nell’VIII secolo a.C., che è anche il tempo in cui si aprono le grandi vie carovaniere verso l’Arabia. Però, al di là del cammello, che in questo caso ha destato l’attenzione a livello giornalistico, il problema chiave è quello dell’utilizzo del dato archeologico, che non serve secondo me né per dimostrare né negare, ma semplicemente ha valore come fonte. Sappiamo che la Bibbia non è stata costituita tutta insieme, si sa benissimo che è stata composta piuttosto tardi nella sua redazione finale, e che ha nuclei storici e nuclei invece favolistici, popolari, ecc. ecc. Ad esempio, se guardiamo alla collocazione di un evento come la distruzione di Gerico da parte di Giosuè, gli scavi hanno dimostrato che in quel momento lì Gerico era già distrutta da tempo. È un qualcosa risaputo da tempo, mi stupisce quindi che la cosa emerga con grande scalpore. In questo momento ho aperto per curiosità Wikipedia alla pagina “Gerico” – ovviamente Wikipedia è un open access, chiunque può cambiare le informazioni quando vuole – dove si legge ancora che Gerico fu invasa e rasa al suolo dagli Ebrei guidati da Giosuè. Ma questo gli scavi di Kathleen Kenyon negli anni Cinquanta e Quaranta hanno dimostrato chiaramente che non è vero. Anche i biblisti ritengono questo essere una cosa nota, cioè che determinati eventi che la Bibbia colloca in un certo momento non corrispondono a dati storici acclarati.

Su questo approccio storiografico nei confronti della Bibbia c’è una resistenza da parte dei biblisti?

Oggiano: Anche lì dipende molto dagli ambiti. Ovviamente ci sono gli ambienti più tradizionalisti, che magari ancora si pongono questo problema del contrasto tra scienza e fede. Se guardiamo invece ad un Istituto come l’Istituto Biblico, dove c’è un approccio storico-critico ormai consolidato, questa cosa non è messa in discussione. La Bibbia non serve a dimostrare la fede. Non è che un evento storico, in quanto è riportato come storico dalla Bibbia, lo debba essere necessariamente, anzi, è molto probabile che non lo sia. Ci sono certi ambienti più tradizionalisti che sono legati a queste idee, ma negli ambienti degli studiosi non è più così. Poi è chiaro che un testo come la Bibbia è talmente complesso, e ha al suo interno nuclei storici, perché all’interno si parla di personaggi storici; la stessa archeologia, e in particolare l’epigrafia ha dimostrato l’esistenza di legami con la Bibbia. Il confronto con i testi, anche assiri, ha dimostrato che grossi nuclei della Bibbia sono testi storici. Tra gli studiosi della Bibbia c’è anche un gruppo di biblisti chiamati “minimalisti”, un gruppo laico olandese, che sostiene la Bibbia sia un’invenzione pura al pari dell’Odissea di Omero. Ci sono altri che invece ritengono sia tutto vero. Il problema è che lo studioso in teoria non dovrebbe avere un’impostazione di questo tipo, un conto è la fede e un conto è la storia. Un approccio al testo dovrebbe essere abbastanza distaccato, perché la Bibbia è un testo scritto da uomini, in fondo.

  • 1
  • 2
  • 3
Tags:
bibbiateologia biblica
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
MEDALLA MILAGROSA
Corazones.org
Pregate oggi la Madonna della Medaglia Miraco...
FIRST CENTURY HOUSE AT THE SISTERS OF NAZARETH SITE
John Burger
Archeologo britannico pensa di aver trovato l...
Giovanni Marcotullio
“Kyrie eleison” e non “Signore, pietà”
Jesús V. Picón
Sacerdote con un cancro terminale: perde gli ...
CHRISTMAS MASS
Gelsomino Del Guercio
Messa di Natale anticipata: dopo il governo, ...
Pape François audience
Gelsomino Del Guercio
"Benedizione Urbi et Orbi del Papa". Attenti,...
Amy Brooks
5 ragioni per cui indosso la Medaglia Miracol...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni