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Il Cristo di cui parla il New Age è il Gesù dei Vangeli?

© Public Domain
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Solo il cristianesimo parla di un Gesù Dio e uomo allo stesso tempo. Il New Age dice qualcosa di molto diverso

di Manuel Guerra Gómez

1. Cosa o chi è Gesù Cristo?

Questa domanda ha ricevuto innumerevoli risposte, ma tutte quelle che sono già state date e quelle che si possono ancora dare si riducono a tre:

a) un dio mitico. Così pensavano i “filosofi epicurei e stoici”, che ascoltavano San Paolo parlare “di divinità straniere poiché annunziava Gesù e la risurrezione” (Atti 17:18). Hanno catalogato il cristianesimo tra le religioni misteriche, che veneravano la dea Madre Terra (Iside, Atargatis, Demetra…) e un giovane dio (Adone, Baal, Dioniso/Bacco…) che muore e risorge mitologicamente in sincronia con il processo “inverno-primavera” della vegetazione. Questo sarebbero la “Resurrezione” (anástasis in greco) e “Gesù”. Quando hanno verificato che parlava della resurrezione di Gesù e dei morti, hanno detto a San Paolo: “Ti sentiremo su questo un'altra volta” (Atti 17,32).

b) Un uomo mitizzato. È l'interpretazione predominante nell'epoca moderna tra i non cristiani. Gesù Cristo sarebbe un uomo eccezionale, una superstar, unico, ma un uomo e solo un uomo, sullo stesso livello – anche se forse a un gradino più alto – dei fondatori di altre grandi religioni: Buddha, Maometto, Zoroastro…

c) Dio vero e uomo perfetto. Solo chi crede e afferma questo può essere definito “cristiano” [1].

2. Il New Age separa “Gesù” da “Cristo”

Nel lessico cristiano, “Gesù”, “Cristo” e “Gesù Cristo” sono sinonimi. Il New Age distingue e contrappone Gesù e Cristo. Per questo, nel contesto socio-culturale e religioso attuale impregnato di New Age, è preferibile usare “Gesù Cristo”, che unifica i due termini. Per il New Age, “Gesù” è quello di Nazareth, un uomo come qualsiasi altro. “Cristo”, invece – che chiama “Cristo cosmico”, “energia cristica” -, non è un essere personale con tratti fisici e caratteriali determinati, ma l'Energia cosmica [2], che sarebbe scesa su Gesù di Nazareth al momento del suo battesimo nel Giordano da parte di Giovanni il Battista (Mt 3,13-17; Lc 3,21-22…).

È ciò che avevano insegnato gli gnostici originari nei secoli II-IV e ciò che insegnano gli gnostici moderni fin dalla loro fondazione ad opera del massone Jules Doinel alla fine del XIX secolo. Non si rendono conto del fatto che ciò che è avvenuto nel Giordano, per quanto importante, segnala l'inizio della vita pubblica di Gesù Cristo ma si limita a rendere pubblico quello che era avvenuto a Nazareth in forma privata, essendo consapevole di ciò (inizio dell'esistenza embrionale, umana, di Gesù Cristo) solo la Vergine Maria (Lc 1,26-38). In entrambi i momenti intervengono le tre Persone della Trinità divina, un'altra convinzione specifica del cristianesimo.

Visto, inoltre, che secondo gli gnostici la materia è intrinsecamente negativa, il corpo di Gesù Cristo non sarebbe stato materiale, ma energetico e impassibile, e il Cristo disceso dal pleroma divino nel Giordano avrebbe abbandonato Gesù di Nazareth prima della Passione. Secondo il New Age, Gesù Cristo – come il Cristo, di ogni Era – avrebbe abbandonato il suo corpo dopo la crocifissione e sarebbe entrato nel regno etereo o energetico, inaccessibile ai sensi. In questo e da questo continua a influire sull'umanità, almeno secondo D. Splanger, del quale – non senza ragione – si è scritto: “Se il New Age avesse un fondatore concreto, sarebbe D. Splanger” (J. Gordon-Melton).

3. La dea Madre Terra e il giovane dio

Una cosa è l'identità divina, la realtà di Dio in sé, un'altra la sua concettualizzazione. La realtà, ad esempio del lupo, esiste al di là che si identifichino o meno le sue orme sulla neve o vengano confuse con quelle di un cane. Contro quanto affermato da Ludwig Feuerbach, l'esistenza di Dio non è condizionata dal nostro modo di concepirlo o rappresentarlo, ma sicuramente lo è la nostra concettualizzazione del divino e la sua raffigurazione – artistica o meno.

I vari popoli, mediante la sola ragione, hanno compiuto il salto verso il divino dal proprio sistema di vita e dalla propria costituzione familiare. Per questo, in una costante religiosa nella storia dell'umanità [3], la rappresentazione del divino è stata femminile (dea madre), tellurica (Terra, tellus/telluris = la Terra in quanto numinosa)… È la concettualizzazione ripristinata dal New Age, che la chiama Gaia, traslitterazione della parola greca di uso più che altro poetico che designa l'arcaica dea Terra.

Da qui il femminismo radicalizzato del New Age, degenerato nell'ideologia di genere, e il suo ecologismo, ideologizzazione dell'ecologia con le proteste per la costruzione di strade eccetera apparentemente perché distruggono la bellezza della natura e contaminano l'ambiente, in realtà soprattutto perché ritenute un “sacrilegio” contro la numinosità della Terra. Da ciò deriva anche il fatto che il New Age promuova il neoidigenismo, ovvero la cultura e la religiosità (con il suo culto della Pachamama o “madre Terra” divinizzata in tanti popoli ispanoamericani) di quanto precede la colonizzazione spagnola e l'evangelizzazione cattolica. Nella religiosità tellurico-misterica, accanto alla dea Madre Terra figura il fenomeno della Vegetazione con la sua alternanza primavera-inverno, incarnata inizialmente in un animale (serpente, caprone, toro) e in seguito in un giovane dio. Questa funzione corrisponde nel New Age all'Energia cosmica o cristica, incarnata nel Cristo di ogni Era (Gesù di Nazareth nell'Era dei Pesci, Maitreya in quella imminente dell'Acquario…), vivificante e attiva soprattutto in alcuni luoghi, ad esempio nella doppia culla del New Age nel 1962 – Esalen (California, Stati Uniti) e Findhorn (nel nord della Scozia) -, ma anche nel Cammino di Santiago (Spagna), sul Tepeyac ma non per la Madonna di Guadalupe quanto per la dea azteca Tonatzin, simbolo del preispanico e del precattolico, sul Monte Verità (Ascona, Svizzera), sede di una comunità utopica e degli incontri Eranos con la pubblicazione Eranos Jahrbuch (= “Annuario”), promotori della rinascita delle divinità pagane, della restaurazione del politeismo e dell'imposizione di quanto comune a tutte le spiritualità, al margine delle religioni tradizionali, come unica religione mondiale.

4. Un “Cristo” in ogni Era o ciclo cosmico e storico

La concezione ciclica, sia cosmica o dell'universo che storica o della storia dell'umanità, è stata una costante nella storia del pensiero umano. Il suo punto di partenza va situato nell'induismo. Da questo l'hanno attinta i suoi due rami principali, il buddismo e il giainismo. In seguito si è diffusa in Occidente (stoicismo e pitagorismo greci…). Ai nostri giorni è risbocciata con vigore nel New Age. In base alla concezione ciclica, l'evoluzione dell'universo e dell'umanità si struttura in cicli eterni e sottoposti in modo eterno e ininterrotto alla progressiva degenerazione fino ad arrivare al degrado totale.

Irrompe allora una nuova Era paradisiaca, utopica, l'Età dell'Oro della mitologia greco-romana (Esiodo –secoli VIII-VII a. C.–, Virgilio –secolo I a.C./I d.C.–, ecc.), ricordata da Cervantes (El Quijote, cap. 11 della sua 1ª parte). Proprio nell'Era finale o di massima corruzione di ogni ciclo apparirebbe l'avatar (= “disceso” in sanscrito, lingua dalla quale è derivato l'hindi, la lingua attualmente più parlata in India) nell'induismo, che influirà positivamente sul suo ambiente, provocando il passaggio a una nuova Era, una nuova Età dell'Oro. Un'eco dei cicli cosmici è, sul piano umano, la reincarnazione delle anime, ammessa anche e diffusa dal New Age.

Secondo il New Age, ora ci troveremmo al termine dell'Era Piscis (= “pesce” in latino), l'Era dei duemila anni del cristianesimo. Lo è per il mestiere di pescatore di quasi tutti gli Apostoli, per il legame particolare loro e di Gesù Cristo con il mare di Tiberiade e soprattutto perché il pesce è stato un segno cristiano nei primi secoli della Chiesa, perché le lettere del suo acronimo greco formano la frase “Gesù Cristo Dio Figlio Salvatore”. Il New Age riempie di tutti gli errori e gli orrori l'Era Piscis, che sarebbe stata caratterizzata da dogmatismo, intolleranza, violenza, Inquisizione, guerre di religione, ecc. Gesù Cristo sarebbe stato il “Cristo” dell'Era Piscis.

I seguaci del New Age sono convinti che stia per arrivare l'Era dell'Acquario, che inonderà di pace, concordia, amore e armonia con se stessi, con gli altri e con l'universo. Il Cristo dell'Era dell'Acquario è Maitreya, derivato da maitri = “clemenza” in sanscrito, nome della virtù caratteristica e ideale nel buddismo più diffuso e consistente a livello numerico, quello mahayana. Il New Age lo identifica con Omar Ben, nato nel 1942 ad Amman (Giordania), trasferitosi con la sua famiglia a Paona (India), iniziato al buddismo e dal 1977 membro della comunità indo-pakistana di Londra. In una data prossima “si manifesterà” a tutta l'umanità quando irromperà il New Age ad opera dell'efficacia magica e fatalista dell'astrologia (passaggio da un segno all'altro dello zodiaco).

Maitreya, per evidente influsso cristiano, ha il suo Giovanni Battista o “Precursore”, lo scrittore ed esoterista britannico Benjamin Creme, che da più di 35 anni prepara l'arrivo di Maitreya. Dice di ricevere telepaticamente dall'“Istruttore Mondiale” (Maitreya) il testo dei suoi libri e pubblica in sei lingua la rivista mensile (distribuita in 60 Paesi) Share International. Questa sezione del New Age conta un elevato numero di gruppi per la “Meditazione di Trasmissione” in tutta la Terra.

5. Ognuno può essere “Cristo” e anche più “Cristo” di Gesù Cristo stesso

Secondo il New Age, ogni uomo deve aspirare all'espansione massima della sua coscienza fino ad arrivare allo strato freatico dell'Energia cristica [4]. Si estingue allora la luce dei sensi e della ragione; l'io cosciente resta inondato di luminosità gioiosa, irrompendo i fenomeni cosiddetti “mistici”: visioni, levitazione, estasi, chiaroveggenza, telecinesi… Sorprende che il New Age utilizzi la fenomenologia mistica senza distinzione tra naturale, preternaturale e soprannaturale e, al colmo, lo faccia in nome della scienza moderna.

Il New Age identifica l'esperienza mistica con le sue concomitanze: gli effetti fisici della mistica, ovvero la gioia, la pace e la serenità interiori che si sperimentano quando l'elettroencefalogramma, che permette di misurare il consumo di energia elettromagnetica del cervello nella sua attività, segna il rito alfa, diverso dal beta (in stato di veglia) e dal delta (durante il sonno, che diventa alfa durante i sogni o quando si sogna). Il ritmo alfa, però, permette di sapere se c'è o meno una frode nei fenomeni mistici; non permette di discernere la loro causa, cioè se è naturale (prodotto delle forze occulte della mente umana, del subconscio), prenaturale (demonio) o soprannaturale (Dio). Su questo non possono dire nulla né l'elettroencefalogramma né le scienze positive né la fisica quantistica o subatomica.

Il New Age, come le religioni orientali, ritiene essenziali il misticismo e i suoi fenomeni. Senza questi non c'è “perfezione”, che dipende dal grado di espansione della coscienza, dagli “stati alterati della coscienza e del subconscio” (fenomeni paranormali, parapsicologici), ovvero dall'abbondanza dell'Energia cristica in ciascuno. Per questo, in teoria si può essere più “Cristo” di Gesù di Nazareth, di Gesù Cristo. Ciascuno è ciò che è per i suoi sforzi personali, per la sua capacità di concentrazione, per le risorse psicotecniche capaci di produrre il benessere interiore anche se attraverso mezzi artificiali (movimenti ginnici, respiratori, allucinogeni, apparecchi meccanici per produrre il ritmo alfa).

Nel cristianesimo, invece, la mistica non è necessaria, né, men che meno, essenziale per la perfezione o la santità, alla quale sono chiamati tutti i cristiani, ciascuno nel proprio stato e nelle circostanze in cui si trova. Al momento di dichiarare ufficialmente beato o santo qualcuno, la Chiesa valuta la pratica delle virtù, non necessariamente i fenomeni mistici. A parte la Vergine Maria, San Giuseppe, eccetera, ci sono santi di prima grandezza che non hanno avuto alcuna esperienza mistica, o almeno non consta che l'abbiano avuta (San Vincenzo de' Paoli, San Giovanni Battista de la Salle…). La santificazione presuppone la collaborazione dell'individuo e soprattutto l'azione divina, le grazie di Dio; è effetto fondamentale della gratuità.

Nel New Age, inoltre – ma anche nell'induismo, nel giainismo ecc. -, si resta nell'ambito psicologico e soggettivo dell'individuo e non ci sono proiezione apostolica e preoccupazione sociale o attenzione ai più bisognosi, due aspetti essenziali nella spiritualità cristiana. Il New Age fugge dalla croce e dalle croci. La mistica del New Age, insomma, come quella orientale, non conosce una parola e realtà chiave nella vita e nella mistica cristiane: l'umiltà, capace – come la Regina nel gioco degli scacchi – di fare scacco matto al Re, a Dio. Per questo, il New Age non conosce la misericordia divina e il sentimento di pena religiosa, il dolore dell'amore per i peccati, una delle basi solide dell'umiltà e del sano timor di Dio, così come della “vita (…) ormai nascosta con Cristo in Dio”, nell'unità trinitaria (Col 3,3).

BIBLIOGRAFIA GENERALE

Pontifici Consigli della Cultura e per il Dialogo Interreligioso, Gesù Cristo portatore dell'acqua viva. Una riflessione cristiana sul New Age, Città del Vaticano
Manuel Guerra, Diccionario enciclopédico de las sectas, BAC, Madrid 2013, s.v. Jesucristo (pp. 447-473).
Manuel Guerra, 100 peguntas-clave sobre la New Age, Monte Carmelo, Burgos 2004.
Alessandro Olivieri Pennesi, Il Cristo del New Age. Indagine critica, Libreria Vaticana, Città del Vaticano 1999.
Jean Vernette, Jésus dans la nouvelle religiosité. Ésoterismes, gnoses et sectes d´aujourd´hui, Desclée, Paris 1987.

NOTE

1. Cfr. l'esposizione di queste tre risposte in M. Guerra, Historia de las Religiones, BAC, Madrid 2010, 335-345.
2. Cfr. ¿A qué se refieren en Nueva Era cuando hablan de “Energía”? su Aleteia.
3. Quella tellurica nel neolitico e probabilmente nell'arte rupestre del paleolitico, quella misterica in tanti misteri vigenti nei secoli immediatamente precedenti e successivi alla nascita di Gesù Cristo. Cfr. M. Guerra, Historia de las Religiones….pp. 93-118.131-144; Interpretación religiosa del arte rupestre, Facultad de Teología, Burgos 1984, pp. 57-117.
4. Cfr. M. Guerra, 100 preguntas-clave sobre la New Age…, pp. 65-84, 95-99.

Fonte: RIES

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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