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Belgio: la legge dell’orrore

© Pascal Deloche / GODONG

La nuova Bussola quotidiana - pubblicato il 12/02/14

I pediatri belgi hanno trovato solidarietà in alcuni colleghi canadesi. Infatti la Coalition des mèdecisn pour la juistice sociale, un’associazione di medici del Quèbec, ha realizzato un video in cui, anche grazie all’intervento di alcuni bambini (dato che il tema li riguarda da vicino), si chiede al Re del Belgio di non firmare questa legge. La memoria va subito a Re Baldovino che si dimise dalla sua carica per un giorno al fine di non firmare la legge belga che legittimò l’aborto procurato sul suolo belga. Un re amico dei bambini. Tra l’altro in Quèbec è al vaglio una proposta di legge, che sarà votata a fine mese, per legalizzare l’eutanasia e quindi il tema è particolarmente sentito.

Infine contro questa legge che permetterà di uccidere esseri umani senza soluzione di continuità dal concepimento alla pensione, si sono scagliati anche i vescovi del Belgio e rappresentanti di altre confessioni religiose che qualche mese or sono hanno firmato una dichiarazione congiunta. Lo scorso 6 e 8 febbraio ci sono state inoltre alcune veglie di preghiera a Bruxelles, Lovanio e Basse-Wavre, veglie che hanno raccolto migliaia di partecipanti. L’arcivescovo di Malines-Bruxelles monsignor André-Joseph Léonard infine non ha usato mezze misure per tentare di dare la scossa a credenti e non credenti: “Osiamo dire ai nostri concittadini: ‘Non è mai troppo tardi. È questo il momento!’. Scuotiamo le nostre coscienze e con rispetto anche quelle dei nostri fratelli e sorelle in umanità. È giunto il momento di agire. Contiamo su di voi!”.

Tutti d’accordo quindi nel condannare questa legge? Una voce fuori dal coro – e non certo l’unica se ci rammentiamo quanto asserito sul punto dai ricercatori italiani Giubilini e Minerva (si legga “Il sorriso beffardo di Re Erode”)  – è quella del prof. Umberto Veronesi il quale sul settimanale Oggi così si pronuncia sulla legge belga: “È un problema delicatissimo, e io penso che forse non ci sarebbe bisogno di una legge. Una decisione così drammatica non può essere presa che volta per volta, nella discrezione delle coscienze. E questo, a mio giudizio, resta il criterio di riferimento, pur nella necessità di stabilire un quadro giuridico”. 

Tradotto: ci vorrebbe anche qui da noi in Italia una bella legge sull’eutanasia infantile, ma non come quella belga che qualche inutile paletto lo mette, bensì ancor più libertaria, la quale permettesse di togliere la vita ai bambini ad arbitrio dei medici e genitori. Non preordiniamo nemmeno le condizioni minime per uccidere, lasciamo decidere liberamente agli adulti. 

Secondo Veronesi la scelta è quasi obbligata perché di fronte al dolore dei bambini “ci sono casi in cui la scienza si trova impotente”. E che dire poi del Protocollo Groningen sull’eutanasia neonatale made in Olanda? Questa nazione, secondo il famigerato oncologo, “è stata accusata di ripetere le pratiche di morte della Germania nazista, scambiando la pietà di oggi con gli orrori di ieri. È una polemica solo ideologica, ingenerosa e crudele”. Il vento della “dolce morte” soffia da nord e porta i propri letali semi sin qui da noi, trovando già terreno fertile per far crescere la mala pianta dell’eutanasia infantile.

Qui l’articolo originale

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Tags:
bambinibelgiobioeticaeutanasia

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