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Belgio: la legge dell'orrore

© Pascal Deloche / GODONG

La nuova Bussola quotidiana - pubblicato il 12/02/14

Domani in parlamento la legge che permetterà l'eutanasia dei minori senza limiti di età

di Tommaso Scandroglio

Domani, 13 febbraio, la Camera del Parlamento belga, riunita in seduta plenaria, si pronuncerà in modo definitivo sull’estensione dell’eutanasia anche ai bambini (per una sintesi del contenuto di questa legge si legga l’articolo “Morte agli innocenti: l’eutanasia dei bambini in Belgio”). Il risultato appare scontato e così il Belgio sarà la prima nazione al mondo che permetterà di far accedere a pratiche eutanasiche i minori senza limiti di età.

Le reazioni di segno contrario non si sono fatte attendere. Il 30 gennaio scorso 58 parlamentari dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa hanno redatto un Dichiarazione scritta, che però non impegna l’intero Consiglio, in cui  si afferma che il Senato “presume in maniera erronea che i bambini sono capaci di dare un consenso informato all’eutanasia e che possono comprendere il significato grave e le complesse conseguenze associate a una tale decisione”. Poi aggiungono che “questo voto del Senato belga tradisce i bambini più vulnerabili accettando che la loro vita non avrebbe alcun valore intrinseco e, pertanto, devono morire” e “promuove l’idea inaccettabile secondo cui una vita possa essere indegna di essere vissuta rimettendo così in discussione la base stessa di un società civilizzata”. 

A questo proposito i firmatari dell’appello ricordano ai colleghi belgi la Raccomandazione n. 1418 del 1999 che incoraggia “gli Stati membri del Consiglio d’Europa a rispettare e proteggere in ogni modo la dignità dei malati terminali o delle persone morenti accogliendo il divieto di sopprimere malati terminali o persone che stanno per morire”. Altresì i parlamentari hanno rammentato anche la Risoluzione n. 1859 del 2012 della stessa Assemblea parlamentare in cui si esplicita che "l’eutanasia , intesa come uccisione intenzionale per atto positivo o per omissione di un essere umano che dipende da altri e perpetrata a motivo di un suo presunto beneficio, deve essere sempre proibita”.

Facendo eco a questa iniziativa politica anche alcuni medici belgi hanno alzato la voce. Trentotto pediatri infatti hanno pubblicato una lettera-appello  su "La Libre Belgique” con il titolo “Fine-vita dei bambini: una legge inutile e precipitosa”. In essa si fa presente che “questa legge non risponde ad alcuna reale esigenza” e che “la maggior parte delle équipe mediche che hanno in cura bambini in fase terminale, a domicilio o in ospedale, devono ammettere che non si sono mai trovati nella loro pratica davanti a una domanda di eutanasia spontanea e volontaria espressa da un minore. Allo stato attuale della medicina – continuano i pediatri – i mezzi per attenuare il dolore sono largamente disponibili nel nostro Paese, più che in altri Paesi. È evidente che oggi nessun paziente, e dunque bambino, debba soffrire”. 

La discussione frettolosa in Parlamento – svolta senza sentire pediatri ed esperti del settore che avevano chiesto di essere ascoltati – “crea l’impressione che la situazione nel nostro Paese sia drammatica e che occorre quindi agire con urgenza. Noi smentiamo questa falsa impressione e affermiamo che la situazione nel nostro Paese è lontana dall’essere drammatica”. Poi i pediatri puntano il dito sull’effetto plagio che i genitori, anche in modo inconsapevole, potrebbero praticare sui loro figli spingendoli “consciamente o inconsciamente […] a farla finita. Non è incongruo pensare – continua la lettera – che un bambino dotato di una sensibilità particolare percepisca l’opzione dell’eutanasia come una soluzione o addirittura un dovere soprattutto se sente che i suoi genitori non sopportano più di vederlo soffrire”. Non esiste “alcun modo oggettivo” per verificare la reale volontà eutanasica del piccolo, posto che mai possa esistere nei bambini. “Si tratta – concludono i pediatri – di una valutazione largamente soggettiva e soggetta a varie influenze”.

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bambinibelgiobioeticaeutanasia
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