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«Voi siete il sale della terra, la luce del mondo»

Sergieiev

padre Piero Gheddo - MissiOnLine - pubblicato il 11/02/14

E’ la vocazione di tutti i battezzati: vivendo il Vangelo si è luce nel mondo e il sale della società umana

“Voi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo!”. Queste parole Gesù le rivolge a tutti noi e a ciascuno di noi, non solo a me che sono sacerdote, ma a tutti voi che siete qui in chiesa. Gesù non dice “sarete”, ma siete già oggi. E’ la vocazione di tutti i battezzati: vivendo il Vangelo, noi siamo la luce nel mondo e il sale della società umana così insipida, così vuota. Tre riflessioni:

1) Ringraziano Dio per la grandezza e bellezza e nobiltà della nostra vocazione. Qualunque cosa facciamo nella vita, qualsiasi umile ruolo abbiamo in società, noi tutti siamo nobilitati dalla chiamata di Gesù! Agli occhi di Dio siamo tutti persone importanti, dobbiamo nutrire grandi ideali, grandi desideri, proporci grandi orizzonti. Non lasciamoci immiserire, nel tran-tran della vita quotidiana, dalle piccole cose che ci succedono, dalle chiacchiere e dai gossip, dalle curiosità inutili.

Ogni giorno passa in fretta con le sue fatiche, le sue gioie e dolori. Ma la nostra vita non finisce qui: il cristiano ha una grande missione, il Battesimo ci ha consacrati ad una missione: testimoniare Gesù con la nostra vita!

Nella prima lettura di oggi il profeta Isaia denunzia l’ebreo osservante, che faceva i suoi digiuni, pagava le decime a tempio, pregava leggendo i salmi, ma poi era avaro, chiuso in se stesso e nelle sua famiglia, parlava male degli altri e non aveva pietà dei poveri. Dio gli dice attraverso Isaia: “Se offrirai il tuo pane all’affamato, se consolerai l’anima afflitta, la tua luce brillerà nelle tenebre, il sole della tua vita illuminerà le tenebre”. Noi non siamo luminosi con la dottrina o le parole, ma con le opere buone che facciamo. L’ha detto Gesù: “….affinchè conoscano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che sta nei Cieli”.

Ecco, care sorelle e cari fratelli, quanti credenti in Cristo sono nelle condizioni di quegli ebrei, si credono buoni cristiani, giudicano gli altri, ma loro stessi sono ancora nell’oscurità della notte. Io mi chiedo: la mia vita illumina gli altri? Quali sono le mie opere buone di oggi? Sono un cristiano autentico o vivo il cristianesimo come una stanca abitudine? Gesù è il mio primo amore o è in seconda o terza fila?

2) Seconda riflessione. Di fronte al grande impegno che Dio ci chiede, di essere sale della terra e luce del mondo, noi tutti ci sentiamo piccoli, impotenti, deboli, peccatori. Come facciamo ad essere luce del mondo e sale della terra, quando ogni giorno ci troviamo ad essere immersi nelle nostre debolezze?

Questa coscienza della nostra debolezza e insufficienza deve tenerci nell’umiltà e non farci assumere atteggiamenti di giudizio degli altri, dividere il prossimo in buono o cattivo, perchè solo Dio giudica e noi dobbiamo ancora compiere un lungo cammino di purificazione per essere veri “imitatori di Cristo”.

Però, la coscienza della nostra debolezza non deve abbatterci, scoraggiarci, perché Dio ha scelto noi non perché siamo più bravi e santi degli altri, ma solo per avere un soggetto debole e manifestare attraverso lui la sua potenza.

Papa Francesco ha detto parole veramente saggie, da imparare a memoria: “Io valgo poco e conto poco, io sono un uomo peccatore, però parlo a nome dl Cristo e questa è la mia forza”. Lui parlava da Papa, in una delle sue predichette quotidiane a Santa Marta; io parlo da prete, voi tutti da battezzati e cresimati.

3) Il Vangelo di oggi ci dà il senso profondo dell’identità cristiana. Il cristianesimo non è un fatto individuale, ma è comunitario. Ciascuno di noi è luce non solo nella propria famiglia o nella ristretta cerchia di parenti e amici; ma almeno della nostra Italia e poi in Europa e anche in tutto il mondo.

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religionesacramentivocazione
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