Aleteia logoAleteia logo
Aleteia
venerdì 04 Dicembre |
San Francesco Saverio
home iconStile di vita
line break icon

Mi confesso con Facebook e non con il sacerdote?

Arena Photo UK

Juan Ávila Estrada - Aleteia - pubblicato il 11/02/14

Le reti sociali sono diventate le nuove terapie per espiare le colpe?

Perché è tanto semplice rivelare l’intimità sulle reti sociali, anche a costo di essere oggetto di derisione e umiliazioni, ma è così difficile accostarsi al sacramento della confessione, dove il confessore non avrà nemmeno la capacità in seguito di ricordare ciò che ha ascoltato? Cosa muove il cuore di quanti affermano di non essere disposti a raccontare a un altro “peccatore” i propri errori, ma anche così non hanno il minimo riserbo perché il mondo si renda conto delle miserie che pesano sull’anima?

Le reti sociali sono forse diventate le nuove terapie per espiare le colpe? Sembra di sì. È come se in qualche modo si cercasse l’approvazione per quello che si è fatto per scaricarsi la coscienza, mediante una malintesa solidarietà, o essere disposti ad essere fustigati dalla società per “ripulire” il peso della colpa.

Quello che si cerca in modo errato nel mondo di oggi, però, ha una nuova proposta in Gesù attraverso il sacramento della Riconciliazione, un momento in cui solo il Signore ha accesso alla nostra nudità e alla nostra miseria, dove non saremo giudicati, dove non ci sono apparenze, dove si scopre il cuore; dove ciascuno ha bisogno della massima sincerità e tutte le apparenze svaniscono; dove contano solo la Grazia e il perdono amorevole del Signore.

Non è il luogo del rimprovero ma della comprensione, non quello dell’apparire ma quello dell’essere, non quello del giudizio ma quello della misericordia; lì si capisce cosa significano le braccia aperte del Padre celeste. Lì si permette che le lacrime scorrano sulle guance e ripuliscano l’anima; esse saranno testimoni di ciò che Dio realizza dentro ciascuno per poter vivere una relazione intima affettiva con lui e sperimentare cosa significa sentirsi amati davvero, perdonati, accolti e non condannati.

Ci sono spazi e momenti della vita in cui è così necessario essere noi stessi che non possiamo fare altro che stare davanti a Dio con tutto ciò che abbiamo voluto nascondere agli occhi del mondo. È lì che ci abbraccia con la tenerezza che gli è propria e accosta la sua guancia sulla nostra come un padre che prende in braccio il figlio, e ci dice sussurrando all’orecchio “A me non devi nascondere nulla, ti amo semplicemente come sei”.

Perché, però, non fare questo direttamente con lui? Forse non bastano le lacrime nascoste versate nel silenzio della propria stanza? Perché sottoporsi all’esame di un uomo che, come tutti, pecca? Perché non solo vuole perdonare, ma vuole anche reintegrare nella vita della comunità, della Chiesa; perché vuole che ci siano “testimoni muti” che possano accompagnare nella testimonianza dell’opera di Dio.

Ha concesso a questi peccatori il potere di mostrare la sua misericordia (“A chi rimetterete i peccati saranno rimessi…”), perché ciascuno di loro come essere umano ha una parola di incoraggiamento per aiutare a camminare, per diventare bastone dopo la caduta. Perché non sono loro, è Cristo in loro, perché non assolvono nel proprio nome, ma in nome di Gesù. Perché Dio salva l’umano in modo umano e per mezzo dell’umano, perché non si ritrae da ciò che ha redento perché il mondo capisca che nulla di umano è estraneo a Dio semplicemente perché si è fatto umano come noi.

Se avesse lasciato questo compito agli angeli, saremmo giudicati con severità perché, non conoscendo ciò che è proprio della natura umana, sarebbe per loro impossibile capire ciò che facciamo.

Il miracolo più grande che un sacerdote realizza oggi nel mondo è essere strumento della Grazia di Dio perché il pane e il vino possano trasformarsi nel Corpo e nel Sangue di Gesù, e attraverso di lui il perdono di Dio arrivi agli uomini. Che cosa è più facile credere? Vedere un uomo che si alza dalla sua barella dopo anni di paralisi o dire “ti sono rimessi i tuoi peccati”? Gesù è questo; è così che redime, salva, santifica e ricrea.

  • 1
  • 2
Tags:
confessionefacebooksocial network
Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
POPE FRANCIS ON CHRISTMAS
Giovanni Marcotullio
Non esiste alcuna “Messa di Mezzanotte”... sì...
FATHER JOHN FIELDS
John Burger
Muore sacerdote che si era offerto volontario...
MARIA DEL MAR
Rodrigo Houdin
È stata abbandonata in una discarica, ma ha c...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
CHARLES
Anna Ashkova
La preghiera del Beato Charles de Foucauld da...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni