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Le tre lezioni di Benedetto XVI

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Il Sismografo - pubblicato il 10/02/14

Una riflessione sulla storica rinuncia di Papa Benedetto XVI

Agli inizi del febbraio dell’anno scorso, nessuno poteva immaginarlo. Le cronache dei media sul Papa si concentravano in maniera ossessiva sul cosiddetto “Vatileaks”, “una vicenda che ha fatto soffrire ingiustamente Papa Benedetto XVI e con lui moltissime altre persone”, nelle parole del già quasi cardinale Pietro Parolin.
Dodici mesi dopo, Papa Francesco è stato eletto personaggio dell’anno dalla rivista Time, e Facebook lo ha riconosciuto come trending topic della. Anche in Russia, il livello di consenso che suscita questo Papa supera il 70%, un dato senza precedenti nella storia.

Come è stato possibile? La risposta a questa domanda deve essere trovata nella rinuncia profetica di Benedetto XVI. Ecco le tre lezioni che lascia il Papa emerito alla Chiesa. 

Prima lezione: Una Chiesa umile
La mansuetudine del gesto di renuncia di Benedetto XVI ha mostrato come la credibilità della Chiesa non procede dal potere o dell’influenza politica o economica. La credibilità della Chiesa dipende della sua fedeltà alla Verità. E, come diceva Santa Tesesa d’Avila, l’umiltà è la Verità. Il mondo si è arreso a questo gesto d’umiltà, basato sulla verità (basta leggera la Declaratio del 11 febbraio), del Papa emerito.

Seconda lezione: Una Chiesa che rischia
In secondo luogo, Benedetto XVI ha dimostrato in modo evidente quello che ha detto Papa Francesco: “Preferisco mille volte una Chiesa incidentata, piuttosto che chiusa e malata”. La prima rinuncia di un Papa nell’epoca moderna era piena d’interrogativi e pericoli. Se Benedetto XVI avesse consultato i cardinali su questo gesto, sicuramente la maggioranza l’avrebbe sconsigliato. I fatti dimostrano un anno dopo la grandezza dell’espressione di Jorge Bergoglio, che ha vissuto nella propria pelle Joseph Ratzinger.

Terza lezione: Una Chiesa credente
Se qualcuno avesse vaticinato a febbraio quello che è successo in questi dodici mesi, io gli avrei dato del pazzo. Con la sua rinuncia, Papa Benedetto ha mostrato che chi governa la barca di Pietro non è solo un uomo con nome e cognome. Quando la Chiesa vive la fede fino in fondo, sperimenta una forza rigeneratrice inattesa: è la forza di Gesù di Nazareth, Dio fatto uomo per il credente.

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