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Conosci la data del tuo Battesimo?

Jeffrey Bruno

George Weigel - Aleteia - pubblicato il 07/02/14

Non dimenticare la missione che ti è stata affidata

Dato che l'approvazione papale non è una cosa negativa, sono stato molto lieto di apprendere che papa Francesco, in un'udienza di qualche giorno fa, ha suggerito a quanti lo ascoltavano di conoscere la data del proprio Battesimo e di festeggiarlo – il che è proprio quello che ho proposto al pubblico di tutto il Paese in questo anno appena trascorso, quando illustravo il mio libro Evangelical Catholicism.

In genere iniziavo confessando che non ho segnato e festeggiato la data del mio Battesimo fino a circa venticinque anni fa, quando ho iniziato a lavorare con i protestanti evangelici sulle questioni pro-life e di libertà religiosa e ho notato come alcuni di loro avevano un modo interessante di presentarsi in un incontro. Mentre il modo americano normale di rompere il ghiaccio è dire “Sono John Doe e lavoro alla Boeing” o “Sono Jane Smith e sono un avvocato”, questi signori iniziavano in modo piuttosto diverso: “Sono John Doe/Jane Smith e sono rinato nella data x”, in genere negli ultimi 10 o 15 anni. Quando fosse toccato a me, avrei dovuto dire “Sono George Weigel e sono rinato il 29 aprile 1951… quando avevo 12 giorni”.

Questo ha portato a qualche conversazione interessante sulla rigenerazione sacramentale, eccetera.

In seguito, quando stavo lavorando alla biografia di Giovanni Paolo II e mi è stato ricordato che la prima cosa che aveva fatto tornando nella sua parrocchia a Wadowice come papa era stato inginocchiarsi e baciare il fonte battesimale, mi sono tornati alla mente quegli uomini e quelle donne che ricordavano il giorno della propria rinascita in Cristo come modo fondamentale di identificarsi. E ho iniziato a prendere il 29 aprile in modo molto più serio (scioccando un portiere quando, nel 50° anniversario del mio Battesimo, sono andato nella chiesa in cui era stato celebrato – tra grandi miagolii da parte mia, mi è stato detto – e gli ho chiesto di aiutarmi a trovare il fonte battesimale, che era stato spostato dopo il Concilio, e così sono riuscito a baciarlo).

Come spiego al mio pubblico dopo aver chiesto se conoscono la data del proprio Battesimo (la media delle risposte affermative è il 3% in ogni gruppo), il Battesimo e la nuova evangelizzazione, il Battesimo e la missione, procedono di pari passo. Siamo battezzati nella missione e per la missione. Visto attraverso il prisma della nuova evangelizzazione, il giorno del nostro Battesimo è quello in cui ci è stato dato il compito di essere discepoli missionari.

Questo legame tra Battesimo e missione è esplicitato nelle letture bibliche della Messa per la festa del Battesimo del Signore. In un ciclo, quello che stiamo usando in questo anno liturgico, la lettura del Nuovo Testamento è presa da uno dei canti del servo di Isaia, e stabilisce il legame tra il Battesimo di Gesù e la missione del Servo del Signore: “Ecco il mio servo che io sostengo, il mio eletto di cui mi compiaccio. Ho posto il mio spirito su di lui; egli porterà il diritto alle nazioni…”

Poi, nella lettura dagli Atti, Pietro dice rivolgendosi a Cornelio: “Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui”.

Il versetto successivo – “E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute” – indica le nostre responsabilità come discepoli missionari: anche noi dobbiamo “beneficare” e aiutare a guarire “tutti coloro che stanno sotto il potere del diavoli”. Come ci ricorda papa Francesco, dobbiamo essere come operatori sanitari in un ospedale da campo dopo una battaglia terribile. Dobbiamo offrire agli altri la possibilità di trovare la misericordia di Dio, e la possibilità di imparare le verità sul vivere giustamente che ci vengono offerte dall'incontro con la divina misericordia.

Il Battesimo è Battesimo-in-missione. Ecco allora un suggerimento di chi vi scrive approvato dal papa: imparate la data del vostro Battesimo, festeggiatela ogni anno – e che quel festeggiamento vi rigeneri per la missione.

George Weigel è senior fellow dell'Ethics and Public Policy Center di Washington, D.C. (Stati Uniti)

[Traduzione a cura di Roberta Sciamplicotti]

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battesimoevangelizzazionenuova evangelizzazione
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