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Un convento nel cuore di Roma apre le porte ai senzatetto

© Ripa dei Sette Colli
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Uno spazio di gratuità a San Francesco a Ripa Grande, dove ricominciare un cammino di speranza

A Trastevere, nel cuore di Roma, c'è un gruppo di francescani che già da due anni mette in pratica l'invito lanciato da papa Francesco a spalancare le porte dei conventi ai più bisognosi. Sono i frati dell'antico convento di San Francesco a Ripa Grande, dove è in atto il progetto Ripa dei sette soli, un centro di accoglienza notturna per senzatetto, seguito dai padri Roberto e Domenico.

Frate con ospite

“Ripa” non è solo un dormitorio, ma significa “Rinascere Insieme Per Amore”. L'idea di base è che i giovani che vengono dalla strada – a prescindere se sono profughi, migranti, o semplicemente cittadini italiani – hanno necessità di recuperare autostima e speranza. Perciò si stimola in loro questo percorso attraverso il recupero delle relazioni fraterne.

Il primo passo è il “Rifugio”, dove per circa due mesi si viene offerto il tempo per recuperare il rapporto con se stessi (in casi di necessità si viene indirizzati ai centri specifici di aiuto per la lotta alle tossicodipendenze o per la cura di problemi psichiatrici). Poi attraverso un Tutor comincia un vero e proprio progetto di vita personale all'interno della fraternità francescana mettendo in rilievo le qualità particolari di ciascuno.

Infine, chi è riuscito a stabilire un cammino da percorrere insieme ai volontari e ai frati, può proseguire questa vita di fraternità a “Villa de Settesoli”, una casa presso Villa Adriana di Tivoli, offerta ai frati dalla associazione laica di volontariato San Vincenzo de’ Paoli. Qui alcuni riescono a trovare un impiego stabile nel settore edile e della ristorazione e a vedere esaudite le loro necessità in fatto di permesso di soggiorno, educazione e formazione.

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