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L’ONU attacca la Chiesa per difendere i bambini ma proclama il diritto all’aborto

A child of the Democratic Republic of Congo

© DR

FIAMC - pubblicato il 06/02/14

Per la FIAMC il dossier sulla pedofilia serve a mettere sotto accusa punti importanti della dottrina morale della Chiesa

La FIAMC, Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici, prende atto con stupore delle dichiarazioni della signora Kirsten Sandberg, presidente del Comitato Onu per i diritti del fanciullo, che nella conferenza stampa del 5 febbraio 2014 ha accusato il Vaticano di aver protetto sacerdoti pedofili e di aver consentito loro di continuare nelle loro pratiche.

Spetterà al Vaticano esaminare il documento nel dettaglio. Si devono però criticare alcune affermazioni gravissime della signora Sandberg, secondo cui “prese di posizione e dichiarazioni sull’omosessualità hanno contribuito alla stigmatizzazione e alla violenza contro adolescenti lesbiche, gay, bisessuali e trans, e figli allevati da coppie dello stesso sesso”, e “Noi vogliamo menzionare le conseguenze negative della posizione della Santa Sede che nega agli adolescenti l’accesso ai contraccettivi così come alla salute sessuale e riproduttiva e all’informazione relativa”.

Considerato che per le agenzie ONU il concetto di salute sessuale e riproduttiva comprende anche il diritto all’aborto, appare paradossale che il Comitato ONU per i diritti del fanciullo non difenda i diritti dei bambini prima della nascita, anzi consideri un diritto la loro eliminazione.

Le dichiarazioni della Sandberg, che affrontano temi che con la pedofilia nulla hanno a che fare, come l’accusa di aver contribuito a fomentare violenze contro adolescenti a causa del loro orientamento sessuale, possono rivelare l’intenzione di utilizzare il dossier sulla pedofilia per mettere sotto accusa punti importanti della dottrina morale della Chiesa.

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