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Il prigioniero e le pizze

Eddie Welker

Aleteia - pubblicato il 05/02/14

L'ultimo desiderio di un condannato a morte

di Kathy Schiffer

Nel maggio 2007, donne e uomini senzatetto di Nashville (Tennessee) e di tutti gli Stati Uniti hanno organizzato una piccola festa a base di pizze vegetariane offerte da un compagno condannato a morte di nome Philip Workman, un senzatetto dipendente dalla cocaina che era stato condannato nel 1982 per l'assassinio di un poliziotto a Memphis a seguito di un furto fallito in un ristorante della catena Wendy’s.

Negli anni successivi, Workman – disintossicatosi dalle droghe – aveva trovato la sua via in Cristo. Il reverendo Jane Fisler Hoffman, un ministro di Cristo della Chiesa Unita che fece visita a Workman in prigione e alla moglie del poliziotto, spiegò l'incontro del prigioniero con Dio.

“Ha parlato del fatto di non aver trovato un senso nel cristianesimo fino a quando ha fatto un sogno in cui cadeva in una fossa profonda. Una corda scendeva fino a lui. Era sicuro del fatto che la corda si sarebbe allontanata da lui, ma ha cercato di afferrarla in ogni modo. La corda non si è mossa e lui è salito fino al piano della sua cella. Ha sentito che Dio lo aveva raggiunto e lo aveva tirato fuori dalla sua disperazione. Da allora ha iniziato a leggere, a pregare e a studiare la Bibbia”.

Nel frattempo, si cominciò a gettare più luce sul caso: cinque dei giurati originari avevano firmato una dichiarazione giurata rinunciando alla sentenza e al verdetto, citando prove balistiche e mediche che non erano state presentate nel processo originario e che indicavano che la morte del poliziotto era stata dovuta a un colpo partito accidentalmente dalla pistola di un altro agente.

Un testimone dell'accusa, Harold Davis, aveva poi ritrattato la sua testimonianza ammettendo di aver riempito un rapporto falso per ottenere una ricompensa che gli avrebbe permesso di comprare della droga.

Nel 2000, sia l'ex avvocato del distretto che aveva condotto il caso che la figlia del poliziotto assassinato hanno chiesto al governatore di concedere la grazia a Workman.

Malgrado le nuove informazioni, la pena e la sentenza sono state eseguite: alle 2.00 di mercoledì 7 maggio 2007 Workman è stato giustiziato con un'iniezione letale.

Gli era stato permesso di scegliere il suo ultimo pasto, e anziché scegliere un lauto pasto per sé, Workman chiese di consegnare una pizza vegetariana a tutti i senzatetto che si trovavano vicino al Riverbend Maximum Security Institution. Il carcere rifiutò la richiesta, affermando che gli atti di carità andavano contro la sua politica.

Quando si è diffusa la notizia della morte di Workman quella mattina, i cittadini locali hanno saputo della generosità che aveva manifestato nelle sue ultime ore, e prima qualcuno e poi molti altri hanno iniziato a ordinare pizze per consegnarle ai centri per senzatetto.

Una donna ha speso 1.200 dollari comprando 150 pizze, consegnate alla Rescue Mission di Nashville. Il presidente di People for the Ethical Treatment of Animals ha letto la storia e ha mandato altre 15 pizze vegetali alla Rescue Mission. Una stazione radiofonica di Minneapolis ha ordinato 17 pizze da consegnare all'Oasis Center, un rifugio di Nashville che aiuta circa 260 adolescenti in crisi. Mentre i quotidiani nazionali informavano della storia, i senzatetto di tutto il Paese hanno ricevuto pizze vegetali, un tributo all'uomo dalla voce dolce che portava un cappellino da baseball con su scritto “Cosa farebbe Gesù?”

La vita di Workman è finita, ma la sua storia va avanti, come vanno avanti le controversie sulla pena capitale negli Stati Uniti.

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carità cristianadrogagiustiziastati unititestimonianze di vita e di fede
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