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Accanto ai malati per trovare Cristo

AFP PHOTO / Norberto Duarte
PARAGUAY, Asunción : Italian priest Aldo Trento visits patients on January 4, 2013, at the hospital he made build for poor terminally ill people in Asuncion. Trento was recently homaged by the Paraguayan Congress as Paraguayan citizen of honour due to his many charity acts. AFP PHOTO / Norberto Duarte
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A Bologna il consigliere Grillini se la prende coi soldi ai cappellani degli ospedali. Due di loro gli rispondono raccontando il loro servizio

La nostra esperienza è collegata ad una Legge Regionale del 1989, che prevede che in ogni ospedale pubblico sia presente un "assistente religioso" ogni duecentocinquanta posti letto, stipendiato dall’Azienda Sanitaria: evidentemente il Legislatore ha ritenuto che tale attività sia utile allo scopo generale del sistema sanitario, che è la salute del paziente, nel senso più alto del termine. In quest’ultimo decennio, a motivo della riduzione generale del numero di posti letto, anche il numero degli "assistenti religiosi" è stato diminuito, con conseguente riduzione della spesa totale dell’Azienda Sanitaria. Inoltre la Legge prevede che gli assistenti religiosi si possano far aiutare da altri, preti, diaconi, laici, senza oneri aggiuntivi per l’Azienda sanitaria.
Tradotta in compensi a ciascuno, la cifra enorme denunciata dal giornale si rivela equivalente a quello che sarebbe il compenso per un centinaio di dipendenti a part-time. Eppure, solo al Sant’Orsola siamo in una quarantina, tra preti, diaconi e volontari, in questo servizio e possiamo immaginarci quanti siano in tutta l’Emilia Romagna. Al Policlinico Sant’Orsola-Malpighi nessuno di noi gode di un alloggio in ospedale, né riceve da esso abiti e tantomeno automobili. Siamo tutte persone che vengono ogni giorno da fuori e aggiungono il loro impegno in ospedale alle ordinarie occupazioni in parrocchia, al lavoro, in famiglia.
È più giusto, e anche più utile, che per problemi tanto delicati si preferisca instaurare un dialogo piuttosto che prendere la strada della notizia sensazionale. A noi piace la conversazione, perché è così che si può cercare insieme come rendere più semplice e vera la strada della vita. E qui siamo in uno spazio della vita particolarmente delicato e prezioso.

Don Giovanni Nicolini, Vicario Curato al S.Orsola
Don Francesco Scimè, Ufficio diocesano Pastorale Sanitaria.

Qui l’articolo originale
 

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