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Cosa ha fatto la Chiesa cattolica per i poveri?

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Azioni incalcolabili, dalle collette delle prime comunità cristiane alle grandi organizzazioni caritative attuali come Caritas o Cor Unum

Le opere di misericordia

Di fronte alle situazioni di povertà e afflizione, la tradizione cristiana ha elaborato un insieme di raccomandazioni concrete per il comportamento dei fedeli nei loro rapporti con il prossimo, in base agli insegnamenti di Gesù. Sono le cosiddette opere di misericordia, tra le quali insegnare, nutrire gli affamati, vestire gli ignudi, visitare i malati e i carcerati, accogliere i pellegrini e riscattare i prigionieri.

Le opere di misericordia, oltre ad essere praticate a livello individuale, hanno anche ispirato nel corso dei secoli innumerevoli istituzioni ecclesiali: scuole, ospedali, luoghi di accoglienza delle persone di passaggio, centri di distribuzione di alimenti e mense, apostolato nelle prigioni, così come molti ordini religiosi, maschili e femminili, di tutte le epoche e i luoghi che si sono dedicati a questi servizi.

Ad esempio, ordini redentori come i trinitari o i mercedari si sono dedicati dalla fine del XVIII secolo ad oggi ai carceri, dove esercitano il proprio apostolato tra i prigionieri per ogni tipo di crimine e tra le loro famiglie, e insieme a laici e sacerdoti svolgono compiti di volontariato nei carceri e per il reinserimento sociale. In precedenza il cristianesimo aveva favorito la dignità degli schiavi, con esempi di spicco di carità nei loro confronti come San Pedro Claver e della loro difesa come Bartolomé de las Casas e i gesuiti Alonso Sandoval e Antonio Vieira.

La Pia Almoina

Nei secoli XII e XIII funzionavano in varie diocesi occidentali istituzioni di beneficenza che aiutavano i più emarginati, organizzate dai capitoli delle cattedrali sotto la tutela dei vescovi. In alcuni luoghi, conosciuti come Pia Almoina, si fornivano cibo e abiti ai poveri. A Barcellona e Lérida il servizio di mensa arrivò a distribuire fino a 288 e 137 pasti quotidiani rispettivamente.

In altri luoghi offrivano quotidianamente pane e denaro per l'acquisto di alimenti. Le risorse provenivano da elemosine e lasciti dei fedeli, laici e chierici. Alcuni uomini, chiamati elemosinieri, amministratori o economi, si occupavano dell'amministrazione del patrimonio di queste istituzioni.

Erano istituzioni caritative stabili, che insieme alla rete di ospedali sono durate quasi fino al XIX secolo, adattandosi alle necessità di ogni epoca. Come testimoni della loro importanza restano grandi edifici gotici e rinascimentali in varie città.

Ospedali e orfanotrofi

Nel Medioevo proliferarono gli ospedali della Chiesa e si verificò anche una certa specializzazione. Uomini di Chiesa promossero in molte città luoghi di accoglienza per malati incurabili, ad esempio per i lebbrosi, molti dei quali assistiti dall'ordine ospedaliero di San Lazzaro. La lebbra è diffusa ancora oggi in Asia, Africa e America Latina, e la Chiesa cattolica possiede in questi luoghi circa 650 lebbrosari.

Mentre nel mondo antico greco e romano era usuale abbandonare alla morte i bambini indesiderati, il cristianesimo ha promosso la creazione dei primi orfanotrofi. Il famoso ospedale di Santo Spirito in Saxia a Roma (1240), che ha usufruito del mecenatismo di papa Innocenzo III, sembra che abbia inventato il sistema della “ruota” per lasciare anonimamente i bambini non voluti ed evitare che venissero gettati nel fiume Tevere. Le “ruote” proliferarono ovunque in ospedali e conventi.

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