Ricevi Aleteia tutti i giorni
Iscriviti alla newsletter di Aleteia, il meglio dei nostri articoli gratis ogni giorno
Iscriviti!
Aleteia

Non cambio la mia mamma per niente al mondo

© SHUTTERSTOCK
Condividi

Lo spot promozionale delle Olimpiadi Invernali 2014 aiuta a riflettere sull’essenza della maternità

di Alvaro Diaz

Per promuovere le Olimpiadi Invernali 2014, l’azienda Procter & Gamble, sponsor dell’evento, ha preparato questo spot in cui rende omaggio alle madri e riscatta il loro valore nel processo di preparazione degli sportivi. Nel video si mostrano immagini di alcuni eventi che possono segnare la vita dei partecipanti nel loro allenamento, e si sottolinea come in questo processo ci siano ostacoli, cadute, difficoltà ed errori, ma che a poco a poco questi diventano parte dell’apprendimento, sempre che dopo la caduta ci sia un rimettersi in piedi e un riprovare, portando poi gioie e trionfi. Quest’ultimo aspetto è molto più semplice se si può contare sul sostegno di una persona cara, in questo caso della propria madre. La frase che riassume il video è che una mamma è sempre lì “per insegnarci che le cadute ci rendono solo più forti”.

http://www.youtube.com/watch?v=57e4t-fhXDs

Elementi apostolici

Approfittando del messaggio trasmesso dal video, vorrei proporre tre aspetti su cui mi ha fatto riflettere.

1. L’essenza della maternità è l’amore incondizionato

Se ci pensiamo, dal momento in cui un bambino viene concepito nel ventre materno questa donna inizia un cammino d’amore caratterizzato da scelte di dedizione generosa e incondizionata a suo figlio. Forse non è sempre facile e bello, ma l’amore non è solo quello descritto dai film e dai romanzi. Il vero amore è carico di sacrificio, di donazione, e viene messo alla prova nei momenti di maggiore difficoltà. Accettare di portare questa creatura dentro di sé per nove mesi con tutto ciò che comporta è già una prova di questo fatto. Nei primi mesi e anni in cui i figli richiedono più attenzione e cura si presentano alle madri migliaia di opportunità di dimostrare la propria abnegazione per loro. I primi passi, le cadute, le notti insonni, la stanchezza, le preoccupazioni… È sicuramente esigente e richiede dedizione, sostegno e soprattutto molto amore. Sono i dettagli che fanno la differenza, e si noterà nella misura in cui i bambini crescono in aspetti come la fiducia, la sicurezza, la capacità di adattarsi a varie situazioni, di affrontare le sfide, di stabilire legami affettivi sani… Non è raro, al contrario, trovare persone con problemi nell’autostima, nell’affettività, nella personalità e nel carattere che riflettono in gran parte una cura e un accompagnamento non adeguati nell’infanzia da parte della madre o del padre.

2. La maternità, un valore oggi poco compreso

Ci sono varie tendenze e ideologie nella cultura contemporanea che hanno distorto il modo di approcciare la maternità. Per citarne qualcuna, ci sono l’edonismo e il relativismo, che pongono l’enfasi sul piacere, su ciò che è comodo e facile. Per una donna, affrontare le difficoltà della gravidanza può essere un motivo per abortire. Ci sono poi madri che di fronte a quanto sia esigente dedicarsi totalmente ai propri figli – soprattutto nei primi anni di vita – optano per delegare la loro cura ad altre persone, o peggio non si curano delle necessità principali dei propri figli. Neanche l’egoismo è estraneo alla cultura odierna: se una donna resta incinta può pensarci due volte a portare avanti la gravidanza di fronte ai suoi progetti e alle aspettative della vita professionale, lavorativa o personale; molte volte è il secondo il valore che pesa di più nel prendere una decisione contro la vita del proprio figlio. Un altro esempio molto comune è che per seguire questi piani personali si mette in secondo piano l’allevamento dei figli. Non è raro trovare donne che passano poco tempo con i propri figli perché lavorano tutto il giorno. I bambini restano più tempo con qualcuno che si prende cura di loro o a volte anche soli che con la propria madre. In questo senso non mi riferisco solo a trascorrere più tempo in termini di quantità di ore, ma al fatto che “stare di più” con i figli si traduca nel condividere momenti importanti, gioire delle loro gioie, soffrire delle loro tristezze, ascoltare le necessità, sostenerli, dialogare…

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni